Consiglio Direttivo Napoli 27 marzo 2026
Comunicato Stampa - Consiglio Direttivo 27 marzo 2026
Porto di Napoli, l’allarme di UNIPORT: “accelerare il completamento delle opere per non perdere le opportunità di sviluppo”
A Napoli si è svolto il Consiglio Direttivo seguito da un incontro promosso dall’Associazione, alla presenza del Presidente della IX Commissione della Camera dei Deputati Salvatore Deidda, delle istituzioni e del cluster marittimo portuale campano.
Roma, 27 marzo 2026 – Sbloccare i cantieri, accelerare le procedure e dare certezza sui tempi di completamento delle opere.
È questo l’appello lanciato da Pasquale Legora de Feo, Presidente di UNIPORT(Unione Nazionale Imprese Portuali), sul futuro del Porto di Napoli, oggi sospeso tra grandi opportunità di crescita e il rischio concreto di rallentamenti che potrebbero compromettere investimenti strategici.
Il tema è stato al centro dell’incontro che si è svolto alla presenza del Presidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera, Salvatore Deidda, e dei principali rappresentanti delle istituzioni e del cluster marittimo-portuale campano organizzato a margine del Consiglio Direttivo dell’Associazione, riunitosi nel capoluogo campano.
“È finito il tempo dei rinvii: il Porto di Napoli non può più permettersi di restare fermo. Occorre fare presto, superare le persistenti conflittualità interne e accelerare il completamento delle opere già avviate per non disperdere le risorse pubbliche e private investite e per cogliere appieno le prospettive di sviluppo. Ad oggi sono stati spesi oltre 200 milioni di fondi pubblici e almeno altrettanti dovranno essere investiti dai privati”, ha dichiarato il Presidente di UNIPORT, Pasquale Legora de Feo.
Nel corso dell’incontro – che ha incluso anche una visita operativa allo scalo, via terra e via mare, con tappa alla Darsena di Levante – è stato fatto il punto sui principali interventi infrastrutturali già completati, come la ristrutturazione della diga foranea e la nuova stazione marittima a Molo Beverello e soprattutto di quelli in itinere: dal completamento della diga foranea di Levante, fondamentale per sicurezza e operatività, allo sviluppo della Darsena di Levante, strategica per la riorganizzazione dei traffici; fino all’approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, ad oggi ancora in attesa del perfezionamento della procedura di Valutazione dell'Impatto Ambientale, e alla realizzazione delle necessarie connessioni viarie e ferroviarie.
Opere attese da anni e oggi sostenute anche dalle risorse del PNRR, ma che necessitano di un deciso cambio di passo sul fronte autorizzativo e realizzativo.
“Parliamo in alcuni casi di interventi programmati da oltre vent’anni – ha sottolineato Legora de Feo – che possono finalmente diventare realtà, a beneficio dell’intera comunità portuale in quanto si tratta di un’opera di cui evidentemente godranno tutte le categorie produttive (terminal ro/ro pax, merci varie, cantieristica, etc), grazie a un ampliamento degli spazi a disposizione. Ma servono tempi certi e una collaborazione concreta tra imprese e pubblica amministrazione; solo così sarà possibile generare sviluppo, occupazione e valore per il territorio”.
La presenza del Presidente Deidda ha consentito di avere un confronto diretto, propositivo e collaborativo su tematiche di rilievo nazionale che hanno anche impatto a livello locale e di manifestare l’apprezzamento per l’impegno e l’attenzione che il Parlamento, e la Commissione Trasporti della Camera in particolare, ripongono nel settore portuale. A tale proposito, sono state ricordate le ultime misure, in ordine temporale, approvate dal Parlamento: l’esenzione dall’obbligo di assicurazione individuale obbligatoria per i mezzi che operano in ambito (non solo) portuale e la proroga al 2027 del cosiddetto “buono portuale”. Una nota dolente è senza dubbio la tassazione della Regione Campania sui canoni demaniali che in molti casi arriva fino al 25%.
“Come operatore del porto di Napoli, al pari di tutti i colleghi della Campania”, ha precisato Legora de Feo, “auspico che la Regione abroghi quanto prima la legge che ha previsto il pagamento della tassa anche per le concessioni rilasciate dall'Autorità di Sistema Portuale, al fine di non perpetrare una situazione di svantaggio competitivo degli operatori dei porti campani. Come Presidente di UNIPORT, ritengo che sarebbe opportuno che, almeno per le concessioni terminalistiche rilasciate dalle AdSP, il legislatore statale ne escluda l’applicabilità o quantomeno, preveda un limite alla misura, al fine di prevenire il rischio di alterazioni del level playing field tra imprese che operano in porti di regioni diverse.
“Il destino e lo sviluppo del porto di Napoli non possono essere condizionati dalle istanze o prese di posizione di pochi a svantaggio dei molti: se vogliamo cambiare veramente passo, tutti gli attori del sistema devono collaborare e dare un contributo allo sviluppo generale del porto e della sua economia, e ci deve stare vicino anche la politica nazionale, oggi qui rappresentata dal Presidente Deidda”, ha concluso Legora de Feo.
il Presidente Legora ha infine ribadito, in tema di riforma dell'ordinamento portuale, la disponibilità di Uniport ad un confronto approfondito tra rappresentanze degli operatori, decisore politico e istituzioni per addivenire ad un testo di riforma che effettivamente consenta di superare e risolvere gli aspetti problematici o dubbi della legislazione attuale.
Marco Catino – Responsabile Ufficio Stampa FISE, 329-3052068; m.catino@fise.org
Comunicato Stampa - Assemblea Pubblica 19 novembre 2025
Assemblea Pubblica UNIPORT 2025 – Il Presidente Legora: “Servono confronto, visione e interventi urgenti per la competitività dei porti italiani”
La relazione del Presidente ha aperto l’Assemblea dell’Associazione tracciando un quadro puntuale di sfide e priorità del comparto portuale, alla presenza di autorevoli rappresentanti di forze politiche, istituzioni, media e mondo associativo del settore logistico e marittimo.
Roma, 19 novembre 2025 – Nella relazione che oggi ha aperto l’Assemblea pubblica di UNIPORT, in corso a Roma, il Presidente dell’Unione Nazionale Imprese Portuali Pasquale Legora De Feo ha tracciato un quadro puntuale delle sfide e delle priorità del comparto portuale italiano, richiamando il ruolo centrale dell’associazione (la più antica rappresentanza delle imprese terminalistiche) oggi protagonista di un rinnovato processo di crescita e rafforzamento istituzionale, testimoniato anche dall’inaugurazione della nuova sede a Roma.
L’Assemblea Pubblica dell’Associazione ha costituito la prima occasione per un confronto tra autorevoli rappresentanti delle forze politiche, delle istituzioni e del mondo associativo del settore logistico, marittimo portuale sul progetto di riforma dell’ordinamento portuale e su altri argomenti prioritari per gli operatori del settore. L’evento ha visto gli interventi del Ministro per la Protezione Civile e Politiche del Mare Nello Musumeci e del Vice Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi.
I traffici “tengono”, ma il 2025 segna uno stallo regolatorio
Il Presidente Legora ha evidenziato come il 2025 abbia mostrato segnali di “tenuta” sul versante dei traffici marittimi, nonostante il contesto geopolitico ancora complesso. Parallelamente, però sul piano della governance, sono diverse le questioni irrisolte (come ad esempio la mancata istituzione del fondo per l’incentivazione al pensionamento dei lavoratori portuali) e i nuovi ostacoli, tra cui l’imposta regionale campana sulle concessioni demaniali dell’AdSP.
Sicurezza, digitalizzazione e costi dell’energia: attenzione alle ricadute sugli operatori
Legora ha richiamato l’esigenza di razionalizzare i nuovi adempimenti derivanti dall’applicazione di misure in materia di cybersicurezza e per il monitoraggio degli ingressi nell’UE di cittadini extracomunitari, sottolineando che la tecnologia “deve semplificare, non complicare” e che va evitata ogni duplicazione tra le varie normative. Ribadita anche la preoccupazione per il costo dell’energia, tra i più alti in UE, che pesa sulla competitività di porti e trasporto marittimo, settori energivori per definizione.
Riforma della governance e Porti d’Italia SpA: sì al coordinamento, ma serve confronto vero
Al centro della relazione, la bozza di riforma dell’ordinamento portuale e l’ipotesi di costituzione della Porti d’Italia SpA, su cui il numero uno di UNIPORT ha espresso un “giudizio positivo sull’obiettivo di maggiore coordinamento nazionale”, ma anche perplessità per l’assenza finora di un confronto istituzionale con gli operatori economici. Il Presidente ha posto l’accento sulla necessità di alcuni accorgimenti: evitare che la riforma a costo zero, sottraendo risorse alle Autorità di Sistema Portuale, motivi aumenti di canoni e tasse portuali; assicurare che il nuovo soggetto non introduca un livello ulteriore di complessità, ma operi in armonia con il sistema esistente; rafforzare la chiarezza dei ruoli tra MIT e ART, per prevenire sovrapposizioni che rischiano di rallentare la competitività del sistema. Sul tema dei dragaggi, Legora ha poi sottolineato come il testo in circolazione “non introduca una vera semplificazione”, rimarcando l’urgenza di superare l’equivalenza normativa che classifica i materiali da dragaggio come rifiuti.
Maggiore coinvolgimento delle imprese nella governance portuale
L’Associazione propone di riportare le rappresentanze economiche – e in primis i terminalisti – al centro delle sedi decisionali, sia a livello nazionale sia nelle Autorità di Sistema Portuale, con poteri di voto su programmazione infrastrutturale, costi, livelli di servizio e regolazione.
Interventi urgenti in attesa della riforma
Pur guardando con favore all’avvio dell’iter della riforma, UNIPORT ha richiamato tre misure immediate e non più rinviabili:
- La revisione della normativa che consente alle Regioni di tassare i canoni di concessione, per evitare squilibri competitivi tra porti.
- L’attivazione del Fondo per il pensionamento anticipato dei lavoratori portuali, atteso da quattro anni e cruciale per favorire il ricambio generazionale.
- La gestione equilibrata del tema delle retribuzioni nel periodo ferie, con l’auspicio che tutte le parti agiscano con responsabilità per salvaguardare il modello di relazioni industriali e il ruolo del CCNL.
Europa, ETS e competitività mediterranea
Sulla dimensione comunitaria, Legora ha poi ribadito la richiesta di una revisione del sistema ETS, “una sovrattassa europea che penalizza i porti UE rispetto a quelli extra-UE e disincentiva il trasporto marittimo rispetto alla strada. Bene gli ultimi segnali di ripensamento palesati da Bruxelles”.
Capacity portuale, intermodalità e infrastrutture strategiche
Nella sua relazione Legora ha ribadito che la competitività nel Mediterraneo “si gioca sull’efficienza logistica complessiva e sull’integrazione intermodale”.
Per questo, oltre al soggetto che realizzi le opere portuali strategiche, appare fondamentale il coordinamento della progettazione e della realizzazione dei collegamenti infrastrutturali (strade, ferrovie, interporti, produzione territoriale e ZES/ZLS).
“In un sistema in cui le scelte autonome delle singole AdSP hanno prodotto differenze competitive e dispersione di risorse, è indispensabile una regia nazionale forte, capace di garantire equità, efficienza e crescita. UNIPORT è pronta a dare il proprio contributo con spirito costruttivo, competenza e responsabilità”, ha concluso Legora.
Comunicato Stampa 19 novembre 2025
Inaugurata in centro a Roma la nuova sede dell’Associazione.
Il Presidente Legora de Feo: “L’obiettivo principale è essere sempre più vicini e a supporto delle Istituzioni e delle nostre aziende”
Roma, 19 novembre 2025 – Pasquale Legora de Feo è stato confermato alla Presidenza di UNIPORT (Unione Nazionale Imprese Portuali) per i prossimi due anni. A deciderlo, all’unanimità, è stata l’Assemblea privata delle aziende associate, che operano nei maggiori scali italiani, con oltre 4.000 dipendenti e un fatturato aggregato di circa un miliardo di euro.
Legora de Feo, Presidente e Amministratore Delegato del terminal CO.NA.TE.CO e Soteco di Napoli, sarà supportato nel suo operato dal presidente vicario Fabrizio Zerbini e dai vice presidenti Ignazio Messina, Vito Totorizzo, Edoardo Monzani, Alberto Casali.
Al termine dell’Assemblea privata, UNIPORT ha aperto le porte della nuova sede a rappresentanti del mondo politico, istituzionale e associativo del cluster logistico e portuale per l’inaugurazione dei nuovi uffici, siti nel pieno centro della Capitale (in via Quattro Fontane), a pochi passi da piazza Barberini.
Il Presidente Legora ha ringraziato gli associati per l’attestazione di fiducia manifestata con la piena conferma dell’incarico evidenziando: “l’intendimento di proseguire nei due anni del nuovo mandato, con la collaborazione di tutti i componenti degli organi associativi e il supporto di una struttura che abbiamo arricchito nel biennio trascorso, nel percorso di crescita della base associativa e di rafforzamento della rappresentatività di UNIPORT”.
“Questi obiettivi”, ha proseguito Legora, “sono alla base anche della scelta della nuova sede, autonoma così da rendere più forte il senso di appartenenza delle imprese associate che intendiamo supportare tecnicamente in modo sempre più efficace e vicina alle sedi delle istituzioni, con le quali vogliamo proseguire un confronto costruttivo e collaborativo”.
Legora ha annunciato la costituzione in UNIPORT di una Commissione tecnica “Crociere e passeggeri”, segmento di traffico di crescente rilievo.
All’Assemblea privata seguirà oggi pomeriggio l’Assemblea Pubblica dell’Associazione che vedrà confrontarsi per la prima volta autorevoli rappresentanti delle forze politiche, delle istituzioni e del mondo associativo del settore logistico, marittimo portuale sul progetto di riforma dell’ordinamento portuale e su altri argomenti prioritari per gli operatori del settore.
L’evento vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Ministro per la Protezione Civile e Politiche del Mare Nello Musumeci e del Vice Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi.
Il Presidente Legora de Feo
Pasquale Legora de Feo, capitano di lungo corso, laureato in giurisprudenza, agente marittimo, operatore intermodale e terminalista, ha alle spalle diverse esperienze come Amministratore Delegato di svariate realtà aziendali operanti nel campo della logistica, dell’intermodalità e del terminalismo portuale, e ha legato fortemente la sua attività manageriale ed imprenditoriale al gruppo MSC, multinazionale del trasporto marittimo e della logistica con sede a Ginevra, ma dal cuore e dalle origini napoletane. Legora de Feo vanta, inoltre, una lunga esperienza nel sistema Confindustriale e di Confcommercio/Conftrasporto Nazionale, con ruoli e posizioni di elevata responsabilità, oltre ad avere ricoperto incarichi in Consiglio di Amministrazione di banche e della Camera di Commercio di Napoli. Dal 2023 è Presidente di UNIPORT.
Assemblea Pubblica 2025
19 Novembre ore 14:30
Complesso monumentale Pio Sodalizio dei Piceni
Selezione personale Uniport (Seleziona Chiusa)
Chi siamo:
UNIPORT- Unione Nazionale Imprese Portuali – è l’Associazione che aggrega e rappresenta le imprese che nei porti italiani gestiscono terminal merci, passeggeri e crociere e che svolgono operazioni portuali o servizi a queste accessorie.
UNIPORT è parte stipulante del CCNL dei lavoratori dei porti, è aderente a Conftrasporto, confederazione di Confcommercio, ed ispira la propria azione ad uno spirito di costruttivo e propositivo confronto con le istituzioni unionali, le amministrazioni nazionali e del territorio, le altre rappresentanze del settore, le organizzazioni dei lavoratori.
Chi cerchiamo:
Nell’ambito di un processo di crescita associativa e rafforzamento della struttura, selezioniamo una risorsa che, riportando direttamente al Segretario Generale, attraverso un percorso di formazione e affiancamento e relazionandosi con i colleghi, si occuperà con crescente autonomia di:
- gestione della corrispondenza e dell’agenda dell’associazione
- assolvimento adempimenti amministrativi
- cura dei rapporti associativi
- organizzazione di riunioni ed eventi
- monitoraggio della normativa di settore
- studio e predisposizione di report e documenti sui dossier di interesse associativo.
Requisiti minimi richiesti:
- laurea magistrale in economia, giurisprudenza, scienze politiche o affini
- ottime capacità nell’utilizzo del PC e dei principali software (Microsoft Office e simili, posta elettronica)
- conoscenza della lingua inglese
- buone capacità organizzative
- attitudine ai rapporti interpersonali e al team-working
Cosa offriamo:
Ottima opportunità di crescita professionale all’interno di un contesto di alto profilo. Contratto di assunzione al termine di un breve periodo di stage. Orario full-time.
Sede di lavoro: Roma, Italia.
Come candidarsi:
Invia entro il 10 ottobre 2025 il tuo CV, possibilmente accompagnato da una lettera di presentazione, all’indirizzo di posta elettronica uniport@associazione-uniport.org, indicando nell’oggetto “Assistente di direzione junior”.
COMUNICATO STAMPA congiunto Uniport-Assiterminal
Regione e AdSP mettono a rischio l’equilibrio delle imprese terminalistiche campane e la loro capacità competitiva
Roma, 10 settembre 2025 - Con una lettera che in queste ore sta arrivando a tutte le imprese operanti nei porti di Napoli, Salerno e Castellammare, l’AdSP del Mare Tirreno Centrale – in nome e per conto della Regione – sta richiedendo di corrispondere all’Ente regionale un’imposta sui canoni di concessione che per l’anno corrente può variare (a seconda della durata dell’atto di concessione) dal 10% al 25% del canone annuo, nonché addirittura gli arretrati per i precedenti 5 anni.
“Il risultato è che”, evidenziano Pasquale Legora de Feo, Presidente di UNIPORT e Tomaso Cognolato, Presidente di Assiterminal “molti operatori della logistica portuale campana entro il 15 settembre prossimo (un termine assolutamente inusitato e senza precedenti) si troveranno nella condizione di dover procedere al pagamento di importi aggiuntivi a quanto dovuto per l’ordinario canone di concessione demaniale. Per di più con la pretesa di sanzioni aggiuntive, interessi e spese che potrebbero arrivare a più che raddoppiare l’importo da pagare”.
“Una tale situazione”, sostengono le Associazioni, “costituisce l'ennesimo atto che va in direzione contraria rispetto a un'esigenza di visione sistemica della portualità nel Paese da tempo reclamata da tutto il cluster marittimo portuale italiano, peraltro dopo che il recente Decreto infrastrutture non ha certamente appianato il contezioso sull'ingiustificato aumento del 2023. Evidente l'aggravio ingiustificato di costi in una fase oggettivamente critica per gli operatori della logistica e un freno alla competitività delle imprese. Sicuramente una condizione senza pari in altre Regioni italiane, che rischia un effetto emulatorio e che altera di fatto la capacità dei porti campani di competere in mercati che sono di dimensioni ben più ampie del territorio di una singola regione e in, alcuni casi, addirittura può mettere a rischio investimenti programmati e livelli occupazionali”.
UNIPORT e Assiterminal non faranno mancare, come sempre, il loro supporto agli operatori dei porti della Campania per trovare in tutte le sedi, giurisdizionali e politiche (regionali e nazionali) le soluzioni idonee a salvaguardare la competitività e la sopravvivenza delle imprese ed a ristabilire condizioni concorrenziali, se non identiche almeno compatibili, con quelle di imprese localizzate in altre Regioni che operano negli stessi mercati nazionali e internazionali.
Chiusura Uffici FISE - Pausa estiva
Comunicato stampa - Porto di Napoli
Legora de Feo: “la scelta di depositare i detriti Bagnoli nel porto di Napoli porterebbe all’ennesimo rinvio di opere necessarie per il cluster marittimo-portuale partenopeo. È necessario individuare soluzioni tecniche alternative che non penalizzino il porto di Napoli”.
Roma, 10 luglio 2025 – “Un emendamento che rischia di penalizzare la città di Napoli e l’intera Campania, rinviando ulteriormente l’ultimazione di un’opera che il Porto di Napoli attende da anni”.
Così Pasquale Legora de Feo, presidente di UNIPORT (nonché presidente Co.Na.Te.Co e presidente Soteco), commenta la presentazione di un emendamento al disegno di legge di conversione del Decreto 96/2025 (recante disposizioni urgenti per l'organizzazione e lo svolgimento di grandi eventi sportivi, nonché ulteriori disposizioni urgenti in materia di sport, cosiddetto “Decreto Sport”) che prevede di utilizzare la residua capienza delle casse di colmata del porto di Napoli per i materiali di un dragaggio dell’area Bagnoli-Coroglio che ospiterà l’America’s Cup.
“L’evento che vedrà Napoli ed il suo golfo protagonista di un evento mondiale, quale è quello programmato per ospitare l’America’s Cup ci inorgoglisce. Tuttavia le soluzioni che sarebbero state individuate per realizzare le opere necessarie a tale evento destano molte perplessità”, evidenzia Legora de Feo.
La soluzione prospettata, spiega l’Associazione, metterebbe infatti in ginocchio il porto di Napoli che da anni aspetta gli escavi per avere fondali adeguati alle navi commerciali privandolo degli spazi già individuati per collocare i materiali dragati.
“Aspettiamo con ansia l’ultimazione dei cantieri del PNRR proprio per eseguire quegli escavi che rappresentano la sopravvivenza per il porto e per attivare finalmente la Darsena di Levante. Mettere in concorrenza fra loro due opere strategiche per la città di Napoli sarebbe un errore gravissimo - conclude Legora de Feo - e metterebbe a rischio la sopravvivenza di quella che a tutti gli effetti rappresenta la prima azienda della Campania. L’intero cluster marittimo-portuale napoletano è quanto mai compatto nel chiedere a Governo e Parlamento di individuare soluzioni alternative che coniughino la coesistenza di iniziative parimenti prioritarie per la città e non pregiudichino l’ultimazione di opere attese da anni e fondamentali per la crescita del porto di Napoli”.
COMUNICATO STAMPA - SLA: IL MONDO PORTUALE UNITO PER LA RICERCA SCIENTIFICA DEI CENTRI NEMO
La serata di beneficenza “Porti di speranza”: un messaggio di alleanza e responsabilità per la comunità
Roma, 9 luglio 2025 - Come il porto è da sempre luogo di approdo e protezione per chi affronta il mare, così la serata di gala “Porti di Speranza. Uniport & Friends” ha voluto essere un segno concreto di solidarietà per chi vive ogni giorno la sfida della Sla. Promossa ieri, martedì 8 luglio, da Uniport - l’associazione nazionale dei terminalisti e delle imprese portuali - l’iniziativa si è svolta nella prestigiosa cornice del Circolo Ufficiali della Marina Militare “Caio Duilio” di Roma, a sostegno deiCentri Clinici NeMO, il network nazionale punto di riferimento per la cura e la ricerca sulla SLA e le malattie neuromuscolari. Con il patrocinio di AISLA, l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, l’evento ha visto la partecipazione delle istituzioni nazionali, insieme a soci, ospiti e amici, uniti dall’intento comune di contribuire a cambiare la rotta di una patologia neurodegenerativa grave, per la quale ancora non esiste una cura risolutiva.
Alla presenza del Ministro della Salute, On. Orazio Schillaci, l’iniziativa ha unito impegno sociale e sapere scientifico, ponendo al centro il valore dell’alleanza tra istituzioni, imprese e cittadini nel far fronte alla sfida di garantire il diritto alla cura per tutti. Sullo sfondo, la metafora del mare e le sue traiettorie, a raccontare la complessità e insieme la forza della vita: “Questa iniziativa di beneficenza e di sensibilizzazione dimostra come mondi diversi possano unirsi su un tema rilevante come quello della salute e in particolare a sostegno della ricerca per una malattia rara come la Sla. Per questo ringrazio Uniport per aver voluto questa serata e i Centri Clinici Nemo e AISLA per l’impegno costante al fianco dei malati di Sla. Le malattie rare sono al centro dell’attenzione del Ministero della Salute nella consapevolezza che occorre il massimo sforzo per garantire a tutti l’accesso a nuove cure e terapie e a una qualità di vita migliore”.
Con la partecipazione di 120 ospiti, accolti da Maria Grazia Cucinotta, madrina della serata e da anni vicina alla comunità neuromuscolare, l’evento si inserisce nella campagna di solidarietà promossa da Uniport a sostegno della ricerca scientifica sulla malattia dei Centri NeMO, come ha spiegato il presidente dell’Associazione, Pasquale Legora De Feo: “Quando il nostro associato Francesco Lorenzini, già tesoriere di Uniport , ci ha fatto conoscere la realtà dei Centri NeMO e proposto di sostenere la ricerca sulla Sla attraverso una raccolta fondi condivisa, abbiamo risposto con entusiasmo e senso di responsabilità. Abbiamo scelto di unire le forze coinvolgendo chi, come noi, condivide l’appartenenza a questo affascinante mondo, tanto importante per il nostro Paese quanto a volte poco conosciuto. Desidero pertanto rivolgere un sincero ringraziamento per il loro contributo alle imprese associate e ai “Friends” di questa iniziativa ossia le numerose associazioni del cluster marittimo e portuale presenti qui oggi e non solo. Come testimonia la sala gremita e l’apporto dei tanti che, pur non potendo esserci, hanno voluto lasciare una testimonianza tangibile del proprio contributo, la risposta da parte cluster è stata pronta e all’insegna della solidarietà verso coloro che soffrono. Un ringraziamento speciale va anche al mondo delle Istituzioni che non ha voluto far mancare il proprio sostegno, con le prestigiose presenze del Ministro Orazio Schillaci e dei Sottosegretari di Stato presso il Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, Tullio Ferrante e Antonio Iannone, del Presidente della Commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda, dei molti esponenti di Camera e Senato, sia della maggioranza che dell’opposizione”.
Tra i presenti anche l’Ammiraglio di Squadra Aurelio De Carolis intervenuto per un breve saluto in rappresentanza della Marina Militare e il Comandante di Vascello della Guardia Costiera Giuseppe Strano.
Ispiratore della serata è Francesco Lorenzini, il cui valore è stato riconosciuto pubblicamente con la consegna di una targa da parte di Uniport. La sua esperienza con la Sla è diventata generatrice di una rete di solidarietà che oggi si traduce in speranza concreta. Dopo la diagnosi nel 2023, da paziente del Centro NeMO di Milano e socio AISLA, Francesco ha scelto di mettere al servizio della cura e della ricerca, energia, creatività e rete professionale. Nel suo unire mondi e costruire legami si racchiude tutto il senso dell’evento. Un messaggio, il suo, che ha affidato direttamente agli ospiti, attraverso un toccante saluto digitato con il puntatore oculare sul comunicatore: “La SLA è una malattia rara che oggi non ha ancora una cura, per questo la ricerca è la nostra possibilità concreta di cambiarne la sua storia. È la nostra ancora, la nostra rotta, la speranza che tutti possiamo costruire insieme, perché nessuno debba sentirsi solo di fronte alla diagnosi. Io mi ritengo fortunato perché, grazie ai Centri NeMO e ad AISLA, mi sono sentito accolto prima di tutto come persona e, quando un giorno si troverà la cura, mi piace pensare che un piccolo frammento di quel risultato sia anche merito di questa serata, di chi ha scelto di esserci, di chi ha creduto e ha teso la mano alla speranza insieme a me”.
Parole che uniscono e che esortano a continuare con impegno e responsabilità, come ha sottolineato Alberto Fontana, segretario dei Centri Clinici NeMO, nel suo ringraziamento ai promotori: “Questa serata nasce dallo spirito di alleanza. Quella che unisce indissolubilmente chi affronta il mare, come i nodi marinari, che salvano, che danno fiducia. La medesima alleanza, tra comunità dei pazienti, istituzioni e clinici che, quasi vent’anni fa ha dato vita ai Centri NeMO e che oggi ci permette di continuare nel nostro impegno, insieme a nuovi compagni di viaggio. Grazie a Francesco per averci ricordato, ancora una volta, che insieme possiamo continuare a dare risposte di cura alle famiglie che affrontano la malattia e continuare a cercare ciò che ancora non conosciamo”.
Al centro della raccolta fondi la ricerca scientifica su quella che per il network NeMO rappresenta una delle patologie più importanti nell’impegno di cura. Presenti in sala a testimoniarlo il prof. Mario Sabatelli, Direttore Clinico e Scientifico del Centro NeMO Roma e presidente Commissione medico-scientifica AISLA e la dott.ssaFederica Cerri, neurologo, referente area Sla del Centro NeMO di Milano, che ha introdotto lo studio clinico sostenuto dalla serata e di cui è responsabile scientifico: “Uno degli obiettivi di ricerca sulla SLA è l’identificazione di nuovi biomarcatori, fondamentali per comprendere la storia naturale della malattia, individuare potenziali target terapeutici e guidare un percorso di cura che sia il più personalizzato possibile. In questa direzione si colloca il progetto NeuroGut, che esplora il microbiota intestinale nella Sla e il suo ruolo nella progressione della malattia.”
Conoscenza scientifica e impegno sociale, dunque, insieme alla capacità di accogliere la fragilità, il coraggio e la determinazione di una comunità che affronta ogni giorno la Sla, con visione, speranza e concretezza. Così è stata l’esortazione di Fulvia Massimelli, presidente di AISLA: “Questa serata è stata un’occasione per ricordare che la cura è prima di tutto una responsabilità comune. Alla politica, alle imprese, alle istituzioni, ai cittadini: fatevi portavoce, fatevi promotori. Perché la SLA non aspetta. Non lascia tempo. E se è vero che un porto è un luogo sicuro dove approdare, allora facciamo in modo che ogni persona con SLA in Italia trovi il suo: che non sia il silenzio, ma la cura”
La serata “Porti di Speranza” è stata prima di tutto un messaggio da custodire. È l’immagine di chi sceglie di unirsi, intrecciando storie, legami e speranze. È la forza silenziosa di una comunità che accoglie, sostiene e riparte, insieme, nel medesimo viaggio, verso la medesima meta.
Comunicato Stampa - Iniziativa Uniport a favore della ricerca sulla SLA
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Comunicato Uniport
Le Associazioni rappresentative del cluster marittimo-portuale nazionale, nel pieno e massimo rispetto delle prerogative dei Gruppi Parlamentari e del Governo, sottolineano l'assoluta urgenza di addivenire, nel più breve tempo possibile, al perfezionamento degli atti di nomina dei nuovi presidenti delle Autorità di Sistema portuale.
PORTI DI SPERANZA - GALA UNIPORT AND FRIENDS PER LA CURA E LA RICERCA SULLA SLA
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Presentazione Rapporto ASSOAMBIENTE L’Italia che Ricicla 2023 | Video e Rapporto
Presentato a Roma il Rapporto annuale “L'Italia che Ricicla 2023” realizzato da ASSOAMBIENTE, Sezione Unicircular con la collaborazione del Laboratorio Ref.
Il Rapporto ha ricevuto il Patrocinio del MASE - Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, ISPRA e SNPA.
Lo Studio da oltre 10 anni illustra i punti di forza e di debolezza del riciclo nel nostro Paese. Quest’anno oltre ad una ricognizione complessiva del quadro impiantistico nazionale e dei fabbisogni del comparto, cercheremo di valutare in tale ottica le iniziative avviate a livello europeo nell’ambito dell’attuazione del Green Deal e del Circular Economy Action Plan.
Clicca qui per la versione integrale del Rapporto.
Clicca qui per vedere il video dell'evento di Presentazione del Rapporto.
Si ringraziano per il sostegno: AGENZIA BARI MEDITERRANEO – ANPAR - COMPUTER SOLUTIONS – CIC – ECOMONDO - ERION WEEE - INNOVANDO – ITELYUM – INTERLOGICA – McDONALD'S - MSC Crociere - OMNISYST - POLLINI - RENOILS – TECHEMET e UNIPOLSAI.
Rinnovato il contratto nazionale delle autostrade
PNGR, l’Italia dei rifiuti tra luci e ombre | Digital Talk 13 Aprile
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Sede FISE e ASSOCIAZIONI – Covid-19
Si informano i Soci che i servizi associativi sono regolarmente garantiti attraverso il normale contatto con la struttura tecnica, nonché con i canali di informazione di FISE e delle Associazioni (sito web - circolari – newsletter settimanali) presidiati in modalità “lavoro agile”.
Per qualsiasi informazione si prega di contattare i riferimenti interni, ovvero scrivere tramite posta elettronica all’indirizzo acap@associazione-acap.org
11/2026/MI
E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile scorso il decreto-legge n. 62/2026 (definito anche dagli organi di informazione come “Decreto Lavoro” o “Decreto Primo Maggio”).
Il provvedimento, di cui è in corso l’iter di conversione in legge, prevede disposizioni in materia di incentivi alle assunzioni e stabilizzazioni per particolari tipologie di lavoratori nonchè alcune norme in tema di contrattazione collettiva.
Considerate le caratteristiche del settore, le fattispecie oggetto dei benefici, nonché i relativi presupposti a monte, appaiono poco utili per le aziende del comparto (maggior interesse può destare, piuttosto, quanto previsto dall’articolo 6); per esigenze di completezza se ne riportano comunque gli aspetti maggiormente rilevanti, rinviando al testo del Decreto e alle recenti circolari INPS in merito (le nn. 55, 56 e 57 del 14 maggio u.s. rispettivamente in materia di incentivi per assunzioni di giovani, bonus ZES, e donne) per gli aspetti di dettaglio (tenendo presente la possibilità di modifiche al testo in sede di conversione).
Le norme che trattano gli incentivi in estrema sintesi riguardano:
- assunzioni di donne,
- assunzioni di giovani,
- assunzioni presso sedi o unità produttive ubicate nella ZES unica per il Mezzogiorno,
- trasformazioni di contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato,
- aziende in possesso di specifiche certificazioni in materia di conciliazione famiglia/lavoro.
Gli esoneri contributivi (pari al 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL) sono riconosciuti in caso di:
- assunzioni di donne (articolo 1) entro il 2026 con contratto a tempo indeterminato, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi o da almeno 12 mesi, in presenza di specifiche situazioni di svantaggio, elencate alle lettere da b) a g) dell’art. 2 del regolamento UE n. 651/2014. Per le lavoratrici rientranti più in generale nelle categorie svantaggiate di cui alle lettere da a) a g) del medesimo articolo, il Decreto prevede invece un esonero di durata più breve, pari a 12 mesi. L’esonero opera nel limite massimo di 650 euro mensili per ciascuna lavoratrice, elevato a 800 euro mensili qualora la lavoratrice sia residente nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno;
- assunzioni di giovani (articolo 2) entro il 2026 con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato che, alla data dell’assunzione, non abbiano compiuto 35 anni e siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi oppure da almeno 12 mesi, se appartenenti a una delle categorie svantaggiate di cui alle lettere c), e), f) e g) dell’art. 2 del regolamento UE n. 651/2014. L’esonero è riconosciuto, in via ordinaria, per un periodo massimo di 24 mesi, ferma la previsione di una durata ridotta a 12 mesi per alcune categorie di lavoratori svantaggiati. Quanto al massimale, il beneficio è riconosciuto entro il limite di 500 euro mensili per ciascun lavoratore, elevato a 650 euro mensili qualora l’assunzione avvenga presso una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni dell’area ZES indicate dal decreto;
- assunzioni a tempo indeterminato entro il 2026 di lavoratori che abbiano compiuto 35 anni di età e siano disoccupati da almeno 24 mesi da parte di datori di lavoro privati dell’area ZES che occupino fino a 10 dipendenti nel mese dell’assunzione (articolo 3). L’incentivo è riconosciuto per un periodo massimo di 24 mesi, nel limite di 650 euro mensili per ciascun lavoratore;
- trasformazioni di rapporti di lavoro a tempo determinato di durata complessiva non superiore a 12 mesi (instaurati entro il 30 aprile 2026) in rapporti a tempo indeterminato, effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, senza soluzione di continuità. I lavoratori da stabilizzare non devono aver compiuto 35 anni e non devono essere mai stati occupati prima a tempo indeterminato.
L’esonero è riconosciuto per un periodo massimo di 24 mesi, nel limite di 500 euro mensili per ciascun lavoratore.
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Restano fermi i principi generali di fruizione degli incentivi di cui all’art. 31 del d.lgs. n. 150/2015, tra cui, in particolare, il rispetto dei diritti di precedenza, l’assenza di sospensioni dal lavoro per crisi o riorganizzazione aziendale, etc.
Inoltre, le assunzioni e le trasformazioni agevolate devono determinare, in tutti i casi, un incremento occupazionale netto e i datori di lavoro interessati non devono aver proceduto, nei sei mesi precedenti l’assunzione o la trasformazione, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi nella medesima unità produttiva.
Parimenti, nei sei mesi successivi, il datore di lavoro non potrà licenziare per giustificato motivo oggettivo il lavoratore assunto o stabilizzato con l’esonero, o un altro lavoratore impiegato con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva, pena la revoca dell’esonero e il recupero del beneficio già fruito.
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L’articolo 6 del Decreto prevede che, nell’obiettivo di “sostenere la conciliazione tra famiglia e lavoro, la maternità e la paternità”, è riconosciuto alle aziende in possesso di specifiche certificazioni atte a valorizzare il sostegno alla natalità e alle esigenze di cura, anche attraverso misure di welfare aziendale (come da articolo 8, primo comma, lettera “e” del d. lgs. n. 184/2025) un esonero del versamento dei contributi previdenziali in misura dell'1 per cento e comunque non oltre 50.000 euro annui per ciascuna azienda, nel rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato.
Le modalità attuative sono delegate ad un Decreto ministeriale.
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In materia di contrattazione collettiva e “salario giusto”, e sempre in relazione ai fini degli incentivi di cui sopra, l’articolo 7, quinto comma, del decreto-legge prevede l’obbligo di corrispondere un trattamento economico individuale non inferiore al trattamento economico complessivo individuato secondo i criteri del medesimo articolo.
Trattasi di un principio comunque già affermato dalla legislazione e dalla prassi amministrativa in materia di accesso ai benefici contributivi; come noto già l’articolo 1, comma 1175, della legge n. 296/2006 subordina l’accesso ai “benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale” a una serie di condizioni, tra cui anche il “rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.
L’articolo 7 in esame appare conforme all’art. 1, comma 1175 e alle interpretazioni amministrative: la norma individua infatti uno specifico parametro di comparazione – il trattamento economico complessivo – e non esclude l’applicazione di un c.c.n.l. diverso da quello leader, a condizione che il trattamento riconosciuto non sia inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale stipulato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Tale contratto va individuato tenendo conto del settore e della categoria produttiva di riferimento, dell’attività principale o prevalente esercitata, nonché della dimensione e della natura giuridica del datore di lavoro (art. 7, comma 3).
Nel settore autostradale la norma non dovrebbe determinare significativi mutamenti, per quanto concerne l’applicazione dell’ex c.c.n.l. Autostrade e trafori (Parte Generale e Sezione 1 del c.c.n.l. 18.7.2023 – Stesura 5.7.2024); maggiore rilevanza può assumere per quanto concerne l’applicazione delle Sezioni Speciali, in un raffronto eventuale con altri contratti collettivi di possibile riferimento e comparazione.
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L’articolo 10, primo comma, del Decreto sancisce in via legislativa un principio consolidato da decenni nell’ambito della contrattazione collettiva, quanto meno considerando quella stipulata dai soggetti più rappresentativi: ovvero, quello secondo cui le parti stipulanti “nell’esercizio della propria autonomia contrattuale, disciplinano in sede di rinnovo le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica del periodo intercorrente tra la scadenza del c.c.n.l. e la sottoscrizione del relativo rinnovo, assumendo a riferimento la data di scadenza naturale del contratto previgente”.
Tutti aspetti, come noto, inevitabilmente considerati e definiti in occasione di qualsiasi accordo di rinnovo di un contratto collettivo: tra l’altro, il riferimento alla “autonomia contrattuale” indebolisce la portata di una prescrizione di fonte legale, lasciando intendere che i princìpi indicati siano comunque derogabili da una eventuale diversa volontà delle Parti.
Il secondo comma dell’articolo 10 introduce per la prima volta, per via legislativa, l’automatismo di una indennità retributiva di “vacanza contrattuale”.
Come noto infatti, l’indennità di vacanza contrattuale venne introdotta per la prima volta nell’ordinamento dal Protocollo Interconfederale del 23 luglio 1993 e recepita in molti contratti collettivi di categoria, per poi essere abrogata con altro Accordo ad analogo livello stipulato il 15 aprile 2009.
La norma dispone che, decorsi dodici mesi dalla scadenza del c.c.n.l., le aziende debbano corrispondere un importo pari al 30% dell’inflazione programmata secondo l’indice IPCA, a titolo di “anticipazione forfettaria” dei successivi incrementi; non è chiarito tuttavia su quale base retributiva debba essere calcolata tale indennità, né per quanto tempo debba essere corrisposta, né di quale anno debba essere preso a riferimento l’indice inflattivo (se alla scadenza del c.c.n.l. o nel momento di erogazione dell’importo, ad esempio).
Lo stesso comma fa salve “eventuali diverse pattuizioni contrattuali”, mentre il successivo comma 3 esclude addirittura dall’erogazione i settori caratterizzati da “elevata stagionalità e variabilità dei ricavi”, delegando alla contrattazione collettiva l’individuazione condivisa di altri “indicatori economici settoriali”; aprendo così, evidentemente, un altro fronte di possibile contrapposizione tra le Parti.
Diversi contratti collettivi, pur dopo l’abrogazione dell’indennità di vacanza contrattuale per il tramite del livello confederale, hanno comunque conservato un trattamento economico provvisorio avente analoga funzione, tra cui il c.c.n.l. ex Autostrade e trafori: come noto, l’articolo 50, quarto comma, del c.c.n.l. 18 luglio 2023 (Stesura 5 luglio 2024) prevede, in caso di ritardato rinnovo del contratto, un automatismo che si concretizza nell’erogazione immediata (e non dopo dodici mesi, quindi) di un importo retributivo provvisorio pari al 30% dell’inflazione annuale programmata relativa all’anno di riferimento, da calcolarsi su minimi e contingenza; importo che, dopo 6 mesi dalla scadenza, diventa pari al 60% (aumento dell’importo non previsto dall’articolo 10 del decreto 62).
La norma di legge, che si ritiene in questa prima fase quindi superata nel settore dalle previsioni contrattuali citate, si applica ai contratti collettivi che scadono dopo l’entrata in vigore del decreto n. 62/2026 (1 maggio 2026) e, per i contratti collettivi già scaduti (come ad oggi è il c.c.n.l. 18.7.2023), a partire dall’1 gennaio 2027.
Infine, breve citazione per l’articolo 11 del decreto-legge, che dispone alcuni obblighi formali circa l’informazione ai lavoratori del contratto collettivo nazionale applicato al rapporto di lavoro, identificato attraverso il codice alfa-numerico utilizzato dal CNEL.
Non mancheremo di aggiornare in ordine all’iter di conversione del provvedimento.
Cordialmente.
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COMUNICATO STAMPA
Tre le priorità del nuovo Presidente: contratto collettivo più moderno e flessibile, relazioni con le Autorità per una reale concorrenza e regolazione del mercato con standard chiari.
Roma, 14 maggio 2026 – Alessandro Comparetto è il nuovo Presidente di FISE ARE – l’Associazione che rappresenta le imprese dei servizi di recapito postale e parcel. L’elezione è avvenuta all’unanimità nel corso dell’Assemblea dell’Associazione.
Direttore Generale di Fulmine Group, realtà attiva nei servizi postali, nella logistica integrata e nella smart delivery, Comparetto guiderà FISE ARE in una fase di profonda trasformazione del settore, segnata dalla crescita dell’e-commerce, dall’evoluzione dei modelli distributivi e dalla necessità di un quadro normativo più moderno ed equilibrato.
Nel suo intervento di insediamento, il neo Presidente ha delineato le tre priorità strategiche del mandato:
- il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale, in chiave più moderna, flessibile e coerente con le nuove esigenze del mercato;
- il rafforzamento del dialogo con le Autorità, per garantire condizioni di reale concorrenza tra gli operatori;
- la definizione di standard chiari per la regolazione del mercato parcel ed e-commerce, a sostegno di uno sviluppo equilibrato, innovativo e competitivo del comparto.
L’obiettivo sarà consolidare il ruolo di FISE ARE come interlocutore autorevole per le istituzioni e punto di riferimento per le imprese rappresentate, valorizzandone il contributo economico, occupazionale e sociale.
“Assumo la Presidenza di FISE ARE con grande senso di responsabilità e ringrazio gli associati per la fiducia dimostrata in una fase strategica per il futuro del comparto”, ha dichiarato Alessandro Comparetto subito dopo l’elezione. “Il mio impegno sarà rivolto a rappresentare e valorizzare il ruolo degli operatori privati nei servizi postali e parcel, un settore che ogni giorno contribuisce in modo concreto all’efficienza dei servizi di comunicazione e distribuzione del Paese.”
Un settore da oltre 8 miliardi di euro
Il comparto postale e parcel rappresenta oggi una componente strategica dell’economia italiana, con un fatturato annuo superiore agli 8 miliardi di euro e oltre 150mila addetti impiegati.
Negli ultimi anni il peso economico della posta tradizionale si è progressivamente ridotto, arrivando a rappresentare il 7,7% dei ricavi complessivi del settore. Quasi l’80% del fatturato proviene invece dai servizi pacchi, mentre il restante 13% è generato da servizi di corrispondenza commerciale, direct mail e servizi specializzati. Uno scenario che evidenzia la trasformazione industriale del comparto e la necessità di favorire maggiore coesione, innovazione e confronto strutturato con le istituzioni.
Chi è Alessandro Comparetto
Alessandro Comparetto è un imprenditore italiano attivo nei settori della logistica, del recapito postale e dei servizi integrati. Inizia il proprio percorso professionale giovanissimo a Palermo, maturando rapidamente esperienza operativa e gestionale nel settore del recapito.
Nel corso degli anni contribuisce alla crescita e all’espansione di Fulmine Group, realtà oggi operante su scala nazionale nei servizi postali, nella logistica integrata e nella smart delivery, in cui ricopre il ruolo di Direttore Generale. È inoltre socio fondatore di GAN Holding S.r.l. e Amministratore Delegato di Fulmine Group Servizi Notificazioni Srl, società specializzata nei servizi di notificazione degli atti giudiziari.
Sotto la sua guida, le aziende del gruppo - FG Group - hanno investito nell’innovazione dei processi, nella digitalizzazione dei servizi e nello sviluppo di una rete capillare sul territorio nazionale, collaborando con enti pubblici e grandi clienti privati. Parallelamente, ha promosso un modello imprenditoriale orientato alla crescita occupazionale e alla valorizzazione delle risorse umane, contribuendo alla creazione di migliaia di posti di lavoro in tutta Italia.
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Alessandro Comparetto eletto Presidente di FISE ARE
Alessandro Comparettoè il nuovo Presidente di FISE ARE – l’Associazione che rappresenta le imprese dei servizi di recapito postale e parcel. L’elezione è avvenuta all’unanimità nel corso dell’Assemblea dell’Associazione.
Direttore Generale di Fulmine Group, realtà attiva nei servizi postali, nella logistica integrata e nella smart delivery, Comparetto guiderà FISE ARE in una fase di profonda trasformazione del settore, segnata dalla crescita dell’e-commerce, dall’evoluzione dei modelli distributivi e dalla necessità di un quadro normativo più moderno ed equilibrato.
Nel suo intervento di insediamento, il neo Presidente ha delineato le tre priorità strategiche del mandato:
- il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale, in chiave più moderna, flessibile e coerente con le nuove esigenze del mercato;
- il rafforzamento del dialogo con le Autorità, per garantire condizioni di reale concorrenza tra gli operatori;
- la definizione di standard chiari per la regolazione del mercato parcel ed e-commerce, a sostegno di uno sviluppo equilibrato, innovativo e competitivo del comparto.
L’obiettivo sarà consolidare il ruolo di FISE ARE come interlocutore autorevole per le istituzioni e punto di riferimento per le imprese rappresentate, valorizzandone il contributo economico, occupazionale e sociale.
All’unanimità, l’Assemblea ha eletto inoltre il nuovo Consiglio Direttivo, costituito dai rappresentanti delle aziende di seguito indicati:
- Enrico Cali (Consorzio AREL)
- Ivan Campili (Soluzione Campania)
- Laura Mattei (Posta Doc)
- Andrea Quagliarella (IT Mail)
“Assumo la Presidenza di FISE ARE con grande senso di responsabilità e ringrazio gli associati per la fiducia dimostrata in una fase strategica per il futuro del comparto”, ha dichiarato Alessandro Comparetto subito dopo l’elezione. “Il mio impegno sarà rivolto a rappresentare e valorizzare il ruolo degli operatori privati nei servizi postali e parcel, un settore che ogni giorno contribuisce in modo concreto all’efficienza dei servizi di comunicazione e distribuzione del Paese.”
Un settore da oltre 8 miliardi di euro
Il comparto postale e parcel rappresenta oggi una componente strategica dell’economia italiana, con un fatturato annuo superiore agli 8 miliardi di euro e oltre 150mila addetti impiegati.
Negli ultimi anni il peso economico della posta tradizionale si è progressivamente ridotto, arrivando a rappresentare il 7,7% dei ricavi complessivi del settore. Quasi l’80% del fatturato proviene invece dai servizi pacchi, mentre il restante 13% è generato da servizi di corrispondenza commerciale, direct mail e servizi specializzati. Uno scenario che evidenzia la trasformazione industriale del comparto e la necessità di favorire maggiore coesione, innovazione e confronto strutturato con le istituzioni.
Chi è Alessandro Comparetto
Alessandro Comparetto è un imprenditore italiano attivo nei settori della logistica, del recapito postale e dei servizi integrati. Inizia il proprio percorso professionale giovanissimo a Palermo, maturando rapidamente esperienza operativa e gestionale nel settore del recapito.
Nel corso degli anni contribuisce alla crescita e all’espansione di Fulmine Group, realtà oggi operante su scala nazionale nei servizi postali, nella logistica integrata e nella smart delivery, in cui ricopre il ruolo di Direttore Generale. È inoltre socio fondatore di GAN Holding S.r.l. e Amministratore Delegato di Fulmine Group Servizi Notificazioni Srl, società specializzata nei servizi di notificazione degli atti giudiziari.
Sotto la sua guida, le aziende del gruppo - FG Group - hanno investito nell’innovazione dei processi, nella digitalizzazione dei servizi e nello sviluppo di una rete capillare sul territorio nazionale, collaborando con enti pubblici e grandi clienti privati. Parallelamente, ha promosso un modello imprenditoriale orientato alla crescita occupazionale e alla valorizzazione delle risorse umane, contribuendo alla creazione di migliaia di posti di lavoro in tutta Italia.
Alessandro Comparetto eletto Presidente di FISE ARE
Alessandro Comparettoè il nuovo Presidente di FISE ARE – l’Associazione che rappresenta le imprese dei servizi di recapito postale e parcel. L’elezione è avvenuta all’unanimità nel corso dell’Assemblea dell’Associazione.
Direttore Generale di Fulmine Group, realtà attiva nei servizi postali, nella logistica integrata e nella smart delivery, Comparetto guiderà FISE ARE in una fase di profonda trasformazione del settore, segnata dalla crescita dell’e-commerce, dall’evoluzione dei modelli distributivi e dalla necessità di un quadro normativo più moderno ed equilibrato.
Nel suo intervento di insediamento, il neo Presidente ha delineato le tre priorità strategiche del mandato:
- il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale, in chiave più moderna, flessibile e coerente con le nuove esigenze del mercato;
- il rafforzamento del dialogo con le Autorità, per garantire condizioni di reale concorrenza tra gli operatori;
- la definizione di standard chiari per la regolazione del mercato parcel ed e-commerce, a sostegno di uno sviluppo equilibrato, innovativo e competitivo del comparto.
L’obiettivo sarà consolidare il ruolo di FISE ARE come interlocutore autorevole per le istituzioni e punto di riferimento per le imprese rappresentate, valorizzandone il contributo economico, occupazionale e sociale.
All’unanimità, l’Assemblea ha eletto inoltre il nuovo Consiglio Direttivo, costituito dai rappresentanti delle aziende di seguito indicati:
- Enrico Cali (Consorzio AREL)
- Ivan Campili (Soluzione Campania)
- Laura Mattei (Posta Doc)
- Andrea Quagliarella (IT Mail)
“Assumo la Presidenza di FISE ARE con grande senso di responsabilità e ringrazio gli associati per la fiducia dimostrata in una fase strategica per il futuro del comparto”, ha dichiarato Alessandro Comparetto subito dopo l’elezione. “Il mio impegno sarà rivolto a rappresentare e valorizzare il ruolo degli operatori privati nei servizi postali e parcel, un settore che ogni giorno contribuisce in modo concreto all’efficienza dei servizi di comunicazione e distribuzione del Paese.”
Un settore da oltre 8 miliardi di euro
Il comparto postale e parcel rappresenta oggi una componente strategica dell’economia italiana, con un fatturato annuo superiore agli 8 miliardi di euro e oltre 150mila addetti impiegati.
Negli ultimi anni il peso economico della posta tradizionale si è progressivamente ridotto, arrivando a rappresentare il 7,7% dei ricavi complessivi del settore. Quasi l’80% del fatturato proviene invece dai servizi pacchi, mentre il restante 13% è generato da servizi di corrispondenza commerciale, direct mail e servizi specializzati. Uno scenario che evidenzia la trasformazione industriale del comparto e la necessità di favorire maggiore coesione, innovazione e confronto strutturato con le istituzioni.
Chi è Alessandro Comparetto
Alessandro Comparetto è un imprenditore italiano attivo nei settori della logistica, del recapito postale e dei servizi integrati. Inizia il proprio percorso professionale giovanissimo a Palermo, maturando rapidamente esperienza operativa e gestionale nel settore del recapito.
Nel corso degli anni contribuisce alla crescita e all’espansione di Fulmine Group, realtà oggi operante su scala nazionale nei servizi postali, nella logistica integrata e nella smart delivery, in cui ricopre il ruolo di Direttore Generale. È inoltre socio fondatore di GAN Holding S.r.l. e Amministratore Delegato di Fulmine Group Servizi Notificazioni Srl, società specializzata nei servizi di notificazione degli atti giudiziari.
Sotto la sua guida, le aziende del gruppo - FG Group - hanno investito nell’innovazione dei processi, nella digitalizzazione dei servizi e nello sviluppo di una rete capillare sul territorio nazionale, collaborando con enti pubblici e grandi clienti privati. Parallelamente, ha promosso un modello imprenditoriale orientato alla crescita occupazionale e alla valorizzazione delle risorse umane, contribuendo alla creazione di migliaia di posti di lavoro in tutta Italia.
08/2026
Il 21 aprile 2026 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha pubblicato un importante bando per la formazione: “Sviluppo competenze - Innovazione tecnologica e transizione verde e digitale”.
Sono ammissibili alle agevolazioni le iniziative finalizzate all’acquisizione di percorsi di formazione diretti a sviluppare o a consolidare le competenze del personale dipendente nell’ambito delle tematiche strategiche per la transizione tecnologica, digitale e verde delle imprese.
Le agevolazioni previste dalla disciplina in oggetto sono rivolte alle micro, piccole e medie imprese (mPMI) - impiegati presso le unità locali in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia - che intendono avviare percorsi di formazione e aggiornamento professionale del proprio personale dipendente, al fine di accrescerne le competenze e favorirne lo sviluppo professionale.
A riguardo l’Associazione si è attivata con attraverso uno specialista, Stefano Buccellato Innovation Manager partner della FormaTec, con l’obiettivo di supportare le aziende interessate nella predisposizione di possibili Progetti che si autofinanzierebbero, consentendo alle imprese di acquisire know how per lo sviluppo digitale ed ecologico delle aziende, nelle aree riportate nel bando, rendendole sempre più competitive per i mercati nazionali ed eventualmente europei.
Per questo motivo, si invitano le imprese a contattare, con riferimento ad Assoposte, il Dr Stefano Buccellato (335 5967386, stefano.buccellato@spectreconsulting.eu ) per concordare incontri informativi, anche telefonici, finalizzati ad identificare ambiti di interesse, le possibili soluzioni e per illustrare tempi, modalità e vantaggi.
Il progetto, lo sviluppo, le rendicontazioni e la formazione presso la vostra sede saranno gestiti dalla società www.forma-tec.it accreditata per le sopracitate mansioni.
È possibile presentare Progetti fino alla data di scadenza, ovvero le ore 12.00 del 23 giugno 2026.
A seguire il link ed in allegato una breve nota informativa:
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Articoli sull’evento dell’EBN 27 aprile 2026
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10/2026/MI
Facendo seguito alla circolare n. 11/2025 del 9 aprile 2025, con riguardo alla contabilizzazione e ripartizione del costo dei permessi sindacali nazionali di cui alla lettera AUSITRA 13/7/1981 prot.n. 201889 e alla lettera FISE 18/5/2000, si trasmette il riepilogo dei dati consuntivi relativi all’anno 2024, che permetteranno alle Società – come di consueto – di procedere direttamente tra di loro al conguaglio per la condivisione degli oneri dei permessi in parola.
Considerato il lasso di tempo trascorso, per diverse ragioni, si invitano le Società a voler verificare i dati indicati e segnalare eventuali anomalie entro il prossimo 15 maggio, decorso il quale lo schema allegato potrà considerarsi definitivo.
In assenza di ulteriori comunicazioni entro la data suindicata, le Società potranno provvedere per quanto di competenza, come di consueto.
Si ricorda, con l’occasione, che il 7 aprile scorso è stata pubblicata la circolare n. 6/2026 relativa alla raccolta dei dati relativi ai permessi sindacali afferenti l’anno 2025: si invitano le Società a rispettare il termine ivi indicato dell’8 maggio p.v., in modo da consentire l’applicazione delle previsioni contrattuali, e dei relativi oneri e rimborsi, in tempi maggiormente idonei.
Cordialmente.
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09/2026/MI
Alcune sigle sindacali hanno proclamato uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per il prossimo 29 maggio.
Come di consueto le motivazioni alla base dello sciopero, collocato in una giornata di venerdì che precede un possibile “ponte”, sono di natura politico-sociale ed economica (prevalentemente in chiave antigovernativa) in senso molto ampio (comprese le vicende belliche e le note vicende internazionali).
Per il settore autostradale, lo sciopero inizierà alle ore 22,00 del 28 maggio, con termine alle 22,00 del 29 maggio.
A seguito di invito in tal senso della Commissione di Garanzia per l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, le organizzazioni proclamanti hanno escluso dall’astensione i lavoratori dei Comuni in cui si terranno le elezioni amministrative nei giorni 24 e 25 maggio.
Cordiali saluti.
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07/2026
Alcune sigle sindacali hanno proclamato uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per il prossimo 29 maggio.
Come di consueto le motivazioni alla base dello sciopero generale, collocato in una giornata di venerdì che precede un possibile “ponte”, sono di natura politico-sociale ed economica (prevalentemente in chiave antigovernativa) in senso molto ampio (comprese le vicende belliche e le note vicende internazionali).
A seguito di invito in tal senso della Commissione di Garanzia per l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, le organizzazioni proclamanti hanno escluso dall’astensione i lavoratori dei Comuni in cui si terranno le elezioni amministrative nei giorni 24 e 25 maggio.
Ritenendo di fare cosa utile alle aziende, si allega l’elenco dei Comuni interessati, come da Decreto del Ministero dell’Interno del 25 febbraio scorso.
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08/2026/MI
Si fa seguito alle precedenti informative per quanto in oggetto.
Nelle scorse settimane è proseguito il confronto per il rinnovo del CCNL di categoria, scaduto come noto nove mesi fa, il 30 giugno 2025.
In una prima fase, le Associazioni Datoriali hanno avanzato alle Organizzazioni Sindacali un’ipotesi di rinnovo economico del contratto che valorizzasse il più possibile gli incentivi fiscali introdotti nell’ultima legge di Bilancio (vedi circolare ACAP n. 2 del 16.1.2026): tale impostazione aveva come presupposto una chiusura rapida della trattativa, al fine di lasciare spazio alla contrattazione di secondo livello (che avrebbe dovuto recepire in gran parte, temporaneamente, le risorse destinate al rinnovo), e come conseguenza una notevole semplificazione dei contenuti normativi previsti nella piattaforma sindacale (vedi circolare ACAP n. 15 del 24.6.2025).
Le Organizzazioni Sindacali, sia pure con sfumature diverse, hanno rigettato l’impostazione, adducendo da un lato motivazioni politico/tecniche, e per altro verso sostenendo la necessità di dove recepire, nell’accordo di rinnovo, le numerose istanze contenute nella piattaforma.
Preso atto di ciò, ACAP e Federreti hanno quindi presentato alle controparti sindacali un documento di sintesi atto a valorizzare le principali tematiche accoglibili della piattaforma, per titoli e punti salienti, così riassumibile in breve:
- Lavoro agile: rinvio in azienda per eventuale individuazione ambiti organizzativi, tutele garantite solo in casi specifici;
- Reperibilità: ampliamento della fascia e chiarimento della disciplina vigente. Normare gli interventi da remoto;
- Permessi: chiarita alle OO.SS. l’impossibilità di procedere con una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro come richiesto in piattaforma, disponibilità a riconoscere permessi aggiuntivi in fattispecie di particolari necessità;
- Periodo di prova nei contratti a termine e permessi studio per lavoratori a tempo parziale: adeguamento a norme di legge;
- Parte economica: distribuzione delle risorse economiche tra minimi retributivi, contrattazione di secondo livello e welfare (anche contrattuale).
Nella riunione dell’8 aprile scorso, le Organizzazioni Sindacali hanno presentato le loro osservazioni e integrazioni al documento di sintesi datoriale, che possono essere così sintetizzate:
- Lavoro agile: esigibilità del lavoro agile negli ambiti organizzativi compatibili con la prestazione da remoto. Ampliamento delle garanzie proposte per categorie specifiche;
- Reperibilità: chiarire i limiti massimi, escludendo le settimane consecutive a cavallo di due mesi.
- Permessi: acquisita l’indisponibilità delle aziende ad una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro, chiedono di ampliare la gamma di permessi per specifiche situazioni. Chiedono altresì di recepire la legge n. 106/2025 in materia di tutele per i lavoratori con malattie oncologiche, croniche o invalidanti;
- Parte economica: escludono di destinare risorse del livello nazionale alla contrattazione di secondo livello. Chiedono piuttosto di valorizzare l’assistenza sanitaria integrativa e la contribuzione al fondo di previdenza complementare.
Hanno inoltre ripreso altri temi contenuti nella piattaforma, ovvero:
- Classificazione del personale, le OO.SS. chiedono:
- di inserire i parametri aggiuntivi (di cui all’articolo 73 del CCNL) anche con riferimento alle Sezioni Speciali,
- di inquadrare al livello C-Plus (parametro 155) gli Ausiliari della viabilità, alla luce delle recenti novità in materia di “safety car”,
- di inserire nella classificazione alcune figure professionali principalmente legate al sistema delle gare di appalto,
- di insediare una commissione tecnica che nel corso della vigenza del nuovo contratto effettui un aggiornamento dei profili professionali.
- Rimborso spese mezzi di locomozione: propongono una semplificazione dell’attuale normativa contrattuale, prevedendo un’unica fascia di rimborso chilometrico e un aggiornamento dei valori più frequente.
- Indennità: propongono di trasformare l’indennità lavori complementari di cui all’articolo 82, lettera “a” in indennità di turno, l’estensione a tutte le Sezioni Speciali dell’indennità domenicale di cui all’articolo 82, lettera “n”, di inserire tutte le indennità nella retribuzione feriale nonché di istituire una nuova indennità per i lavoratori che svolgono la funzione di preposto, in attuazione della delega facoltativa prevista dall’articolo 18, primo comma, lettera “b-bis” del d. lgs. n. 81/2008.
- Lavoro supplementare: pur non essendo stato inizialmente compreso nella piattaforma rivendicativa, il tema è emerso nell’ultimo incontro come “analisi del contenzioso in atto”. Sul punto, risulta unicamente una sentenza della Corte di Giustizia UE con cui è stata interpretata la direttiva europea in materia di rapporto a tempo parziale, a sua volta recepita in Italia inizialmente con il d. lgs. n. 61/2000 e successive modifiche, ed ora con il d. lgs. n. 81/2015. In alcune Concessionarie sono state avanzate formali richieste di riconoscimento della maggiorazione per lavoro supplementare sin dalla prima ora, mentre, come noto, ad oggi il CCNL non prevede alcuna maggiorazione per le Sezioni Speciali (articolo 8, comma 5) o la prevede solo oltre determinati limiti (articolo 64, comma 6).
- Aspettativa: chiedono la possibilità di frazionarne la durata.
- Salute e sicurezza: propongono miglioramenti organizzativi e relazionali in materia.
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Il negoziato proseguirà con una riunione in sessione ristretta il prossimo 8 maggio, e in sessione plenaria nei giorni 28 e 29 maggio, 9 e 10 giugno, 23 e 24 giugno.
Seguiranno aggiornamenti.
07/2026/MI
La legge in oggetto, in vigore da oggi 7 aprile (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo u.s.), sancisce all’articolo 11 un principio già previsto dalla specifica normativa in materia di lavoro agile (vedi legge n. 81/2017, articolo 22); la differenza rilevante è che da oggi l’eventuale inadempienza comporta l’applicazione di una sanzione specifica per i datori di lavoro nell’ambito del Testo Unico in materia di salute e sicurezza.
Come noto, l’art. 22 della legge n. 81/2017 già disponeva infatti la consegna al lavoratore dell’informazione scritta circa rischi generali e specifici connessi con la prestazione da remoto, con obbligo di cooperazione a carico del dipendente.
Il nuovo articolo comma 7-bis dell’articolo 3 del d. lgs. n. 81/2008, introdotto con l’articolo 11 in oggetto, prevede che “per l'attività lavorativa prestata con modalità di lavoro agile in ambienti di lavoro che non rientrano nella disponibilità giuridica del datore di lavoro, l'assolvimento di tutti gli obblighi di sicurezza compatibili con tale modalità di lavoro, in particolare di quelli che attengono all'utilizzo dei videoterminali, è assicurato dal datore di lavoro mediante la consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, di un'informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro, fermo restando l'obbligo del lavoratore di cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all'esecuzione della prestazione all'esterno dei locali aziendali”.
Lo stesso articolo 11 della legge n. 34/2026 poi, modificando l’articolo 55 del d. lgs. n. 81/2008 (contenuto nel “Capo IV – Disposizioni Penali”), chiarisce che la sanzione per il datore di lavoro e per il dirigente conseguente al mancato adempimento è pari all'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.200 a 5.200 euro.
Cordialmente.
06/2026
La legge in oggetto, in vigore da oggi 7 aprile (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo u.s.), sancisce all’articolo 11 un principio già previsto dalla specifica normativa in materia di lavoro agile (vedi legge n. 81/2017, articolo 22); la differenza rilevante è che da oggi l’eventuale inadempienza comporta l’applicazione di una sanzione specifica per i datori di lavoro nell’ambito del Testo Unico in materia di salute e sicurezza.
Come noto, l’art. 22 della legge n. 81/2017 già disponeva infatti la consegna al lavoratore dell’informazione scritta circa rischi generali e specifici connessi con la prestazione da remoto, con obbligo di cooperazione a carico del dipendente.
Il nuovo articolo comma 7-bis dell’articolo 3 del d. lgs. n. 81/2008, introdotto con l’articolo 11 in oggetto, prevede che “per l'attività lavorativa prestata con modalità di lavoro agile in ambienti di lavoro che non rientrano nella disponibilità giuridica del datore di lavoro, l'assolvimento di tutti gli obblighi di sicurezza compatibili con tale modalità di lavoro, in particolare di quelli che attengono all'utilizzo dei videoterminali, è assicurato dal datore di lavoro mediante la consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, di un'informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro, fermo restando l'obbligo del lavoratore di cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all'esecuzione della prestazione all'esterno dei locali aziendali”.
Lo stesso articolo 11 della legge n. 34/2026 poi, modificando l’articolo 55 del d. lgs. n. 81/2008 (contenuto nel “Capo IV – Disposizioni Penali”), chiarisce che la sanzione per il datore di lavoro e per il dirigente conseguente al mancato adempimento è pari all'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.200 a 5.200 euro.
06/2026/MI
Si trasmette, come di consueto, il modulo per la rilevazione del "Costo permessi sindacali retribuiti" di cui alla lettera AUSITRA 13/7/1981 prot. n. 201889 e alla lettera FISE 18/5/2000, relativi all’anno 2025.
L’invito alle aziende è di reinviare il modulo debitamente compilato alla Segreteria del Servizio sindacale - Sig.ra Alessandra Carpi, email: a.carpi@fise.org e per conoscenza all’indirizzo d.miccoli@fise.org con comunicazione avente ad oggetto “Permessi sindacali ACAP 2025”
entro l’8 maggio 2026
Si invitano le Società al rigoroso rispetto del termine indicato al fine di favorire una rapida raccolta dei dati e un tempestivo riscontro da parte dell’Associazione, consentendole di contabilizzare e ripartire tra le Associate i costi dei permessi sindacali in parola relativamente all’anno in questione.
Si informa con l’occasione che l’indagine relativa ai permessi 2024 non è ancora conclusa stante il mancato riscontro da parte di alcune Società.
Cordialmente.
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Piazzale
Nave MSC
Porto di Genova
Articoli su Consiglio Direttivo Napoli 27 marzo 2026
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Comunicato Stampa - Consiglio Direttivo 27 marzo 2026
Porto di Napoli, l’allarme di UNIPORT: “accelerare il completamento delle opere per non perdere le opportunità di sviluppo”
A Napoli si è svolto il Consiglio Direttivo e un incontro promosso dall’Associazione, alla presenza del Presidente della IX Commissione della Camera Salvatore Deidda e delle istituzioni del cluster marittimo portuale.
Roma, 27 marzo 2026 – Sbloccare i cantieri, accelerare le procedure e dare certezza sui tempi di completamento delle opere.
È questo l’appello lanciato da Pasquale Legora de Feo, Presidente di UNIPORT(Unione Nazionale Imprese Portuali), sul futuro del Porto di Napoli, oggi sospeso tra grandi opportunità di crescita e il rischio concreto di rallentamenti che potrebbero compromettere investimenti strategici.
Il tema è stato al centro dell’incontro che si è svolto alla presenza del Presidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera, Salvatore Deidda, e dei principali rappresentanti delle istituzioni e del cluster marittimo-portuale campano organizzato a margine del Consiglio Direttivo dell’Associazione, riunitosi nel capoluogo campano.
“È finito il tempo dei rinvii: il Porto di Napoli non può più permettersi di restare fermo. Occorre fare presto, superare le persistenti conflittualità interne e accelerare il completamento delle opere già avviate per non disperdere le risorse pubbliche e private investite e per cogliere appieno le prospettive di sviluppo. Ad oggi sono stati spesi oltre 200 milioni di fondi pubblici e almeno altrettanti dovranno essere investiti dai privati”, ha dichiarato il Presidente di UNIPORT, Pasquale Legora de Feo.
Nel corso dell’incontro – che ha incluso anche una visita operativa allo scalo, via terra e via mare, con tappa alla Darsena di Levante – è stato fatto il punto sui principali interventi infrastrutturali già completati, come la ristrutturazione della diga foranea e la nuova stazione marittima a Molo Beverello e soprattutto di quelli in itinere: dal completamento della diga foranea di Levante, fondamentale per sicurezza e operatività, allo sviluppo della Darsena di Levante, strategica per la riorganizzazione dei traffici; fino all’approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, ad oggi ancora in attesa del perfezionamento della procedura di Valutazione dell'Impatto Ambientale, e alla realizzazione delle necessarie connessioni viarie e ferroviarie.
Opere attese da anni e oggi sostenute anche dalle risorse del PNRR, ma che necessitano di un deciso cambio di passo sul fronte autorizzativo e realizzativo.
“Parliamo in alcuni casi di interventi programmati da oltre vent’anni – ha sottolineato Legora de Feo – che possono finalmente diventare realtà, a beneficio dell’intera comunità portuale in quanto si tratta di un’opera di cui evidentemente godranno tutte le categorie produttive (terminal ro/ro pax, merci varie, cantieristica, etc), grazie a un ampliamento degli spazi a disposizione. Ma servono tempi certi e una collaborazione concreta tra imprese e pubblica amministrazione; solo così sarà possibile generare sviluppo, occupazione e valore per il territorio”.
La presenza del Presidente Deidda ha consentito di avere un confronto diretto, propositivo e collaborativo su tematiche di rilievo nazionale che hanno anche impatto a livello locale e di manifestare l’apprezzamento per l’impegno e l’attenzione che il Parlamento, e la Commissione Trasporti della Camera in particolare, ripongono nel settore portuale. A tale proposito, sono state ricordate le ultime misure, in ordine temporale, approvate dal Parlamento: l’esenzione dall’obbligo di assicurazione individuale obbligatoria per i mezzi che operano in ambito (non solo) portuale e la proroga al 2027 del cosiddetto “buono portuale”. Una nota dolente è senza dubbio la tassazione della Regione Campania sui canoni demaniali che in molti casi arriva fino al 25%.
“Come operatore del porto di Napoli, al pari di tutti i colleghi della Campania”, ha precisato Legora de Feo, “auspico che la Regione abroghi quanto prima la legge che ha previsto il pagamento della tassa anche per le concessioni rilasciate dall'Autorità di Sistema Portuale, al fine di non perpetrare una situazione di svantaggio competitivo degli operatori dei porti campani. Come Presidente di UNIPORT, ritengo che sarebbe opportuno che, almeno per le concessioni terminalistiche rilasciate dalle AdSP, il legislatore statale ne escluda l’applicabilità o quantomeno, preveda un limite alla misura, al fine di prevenire il rischio di alterazioni del level playing field tra imprese che operano in porti di regioni diverse.
“Il destino e lo sviluppo del porto di Napoli non possono essere condizionati dalle istanze o prese di posizione di pochi a svantaggio dei molti: se vogliamo cambiare veramente passo, tutti gli attori del sistema devono collaborare e dare un contributo allo sviluppo generale del porto e della sua economia, e ci deve stare vicino anche la politica nazionale, oggi qui rappresentata dal Presidente Deidda”, ha concluso Legora de Feo.
il Presidente Legora ha infine ribadito, in tema di riforma dell'ordinamento portuale, la disponibilità di Uniport ad un confronto approfondito tra rappresentanze degli operatori, decisore politico e istituzioni per addivenire ad un testo di riforma che effettivamente consenta di superare e risolvere gli aspetti problematici o dubbi della legislazione attuale.
Marco Catino – Responsabile Ufficio Stampa FISE, 329-3052068; m.catino@fise.org
05/2026
Con riferimento alla precedente circolare Assoposte n. 2/2026 del 16 gennaio scorso si rende noto che l’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 2 in oggetto, recante chiarimenti in ordine alla portata e all’interpretazione delle norme della legge di bilancio 2026 che introducono detassazioni su alcuni elementi retributivi specifici.
In particolare, la circolare esamina la detassazione degli incrementi retributivi dei rinnovi contrattuali nazionali (paragrafo 1) e quella relativa alle maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e indennità di turno (paragrafo 2).
Non è considerata nella circolare la detassazione dei premi di risultato di cui all’articolo 1, comma 9, della legge; ciò in quanto nel caso di specie le modifiche riguardano l’aliquota (che passa dal 5% all’1%) e il limite di importo (da 3mila a 5mila euro), ma non i presupposti e le condizioni che danno luogo al regime fiscale agevolato.
Tassazione agevolata dei rinnovi contrattuali
Come ormai noto, l’articolo 1, comma 7, della legge assoggetta a una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 5% gli incrementi retributivi corrisposti ai lavoratori dipendenti del settore privato nell’anno 2026, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti negli anni 2024, 2025 e 2026.
Ad oggi, come noto, il CCNL di categoria, stipulato da ultimo il 21.12.2023 e scaduto lo scorso 31 dicembre, è quindi in fase di rinnovo; qualora fosse rinnovato nel corso del 2026, gli aumenti dei minimi ivi convenuti sarebbero tassati con aliquota agevolata, nei limiti delle quote corrisposte entro l’anno.
La misura si applica a tali lavoratori purchè non abbiano superato nell’anno 2025 il limite di reddito di 33mila euro; per quanto riguarda il personale cui è applicato il CCNL Servizi Postali in Appalto, la misura dovrebbe interessare in linea di massima tutti i lavoratori inquadrati fino al livello 2 fatti salvi aspetti soggettivi come superminimi, svolgimento di lavoro straordinario o altre variabili; nei livelli più alti la misura presumibilmente interesserà i lavoratori a tempo parziale e quelli assunti in corso d’anno.
Ancora, sempre secondo l’Agenzia delle Entrate, sono inclusi nel regime di tassazione agevolata:
- gli istituti retributivi indiretti interessati dall’incremento dei minimi contrattuali, come il trattamento di malattia, di maternità/paternità, infortunio per la parte integrata dal datore di lavoro;
- eventuali superminimi assorbiti dagli aumenti contrattuali, ovviamente nei limiti di quanto oggetto di assorbimento.
Sono invece espressamente esclusi:
- gli scatti di anzianità, le ore di lavoro straordinario o di altra natura che beneficiano di maggiorazioni;
- le somme erogate “una tantum”, avendo esse carattere straordinario.
L’Agenzia ricorda inoltre che i redditi assoggettati a tassazione agevolata non concorrono alla formazione del reddito complessivo, al fine di evitare penalizzazioni per il lavoratore in materia di detrazioni.
I lavoratori che nel corso del 2025 abbiano intrattenuto rapporti di lavoro con più datori dovranno fornire all’attuale le informazioni relative ai redditi percepiti attraverso la consegna delle CU o comunque tramite dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
Infine, per il versamento dell’imposta sostitutiva le aziende dovranno utilizzare i codici tributo istituiti con la risoluzione dell’Agenzia stessa emanata il 29 gennaio 2026 (n. 3/E).
Tassazione di indennità e maggiorazioni retributive al 15%
Per il periodo d’imposta 2026, l’articolo 1, commi 10 e 11 della legge assoggettano ad una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 15% le somme corrisposte, entro il limite annuo di 1.500 euro, ai lavoratori dipendenti del settore privato, a titolo di:
- maggiorazioni e indennità per lavoro notturno;
- maggiorazioni e indennità per lavoro prestato nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale;
- indennità di turno e ulteriori emolumenti connessi al lavoro a turni.
A titolo esemplificativo, rientrano quindi nella definizione della legge le maggiorazioni di cui all’articolo 17, comma 5, punti 2, 3 e 4, commi 6 e 8, articolo 19, comma 2, articolo 20, comma 4.
In tal caso, il reddito limite per poter beneficiare dell’aliquota agevolata è pari, sempre nell’anno 2025, a 40mila euro.
Sono escluse le somme corrisposte per lavoro straordinario, a meno che non sia notturno o festivo.
In tutti i casi la norma fa riferimento ai CCNL, per cui sono escluse dall’agevolazione maggiorazioni e/o indennità previste da accordi sottoscritti in sede aziendale.
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Assemblea Pubblica Uniport 19 novembre 2025
Inaugurazione nuova sede Uniport
Le Aziende UNIPORT
Navi MSC
04/2026
Come anticipato nella circolare n. 2/2026 del 16 gennaio scorso, la Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025, articolo 1 comma 203) ha previsto l’ampliamento della platea delle aziende che dovranno conferire le quote di TFR non destinate alla previdenza complementare al Fondo di Tesoreria INPS.
Trattasi quindi delle quote di TFR che i lavoratori decidono di trattenere presso il datore di lavoro e che, in considerazione della dimensione aziendale, alla luce della scelta del Legislatore del 2007, invece di rimanere in azienda sono comunque trasferiti presso il Fondo di Tesoreria INPS.
Come noto la normativa del 2007 includeva nell’obbligo unicamente le aziende che, a una certa data, occupavano 50 dipendenti, escludendo quindi quelle che in un momento successivo avrebbero raggiunto tale soglia.
E’ comunque previsto un regime transitorio, per cui sono esclusi per il 2026 e il 2027 le imprese con media annuale riferita all’anno precedente inferiore ai 60 dipendenti.
Dal 2032, l’obbligo è esteso alle aziende che impiegano almeno 40 dipendenti.
Nella circolare allegata, l’INPS riepiloga i principali contorni della normativa, disciplinando anche casi particolari ed elencando le modalità pratiche di attuazione.
Cordialmente.
04/2026
Come anticipato nella circolare ASSOPOSTE n. 2 del 16 gennaio scorso, la Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025, articolo 1 comma 203) ha previsto l’ampliamento della platea delle aziende che dovranno conferire le quote di TFR non destinate alla previdenza complementare al Fondo di Tesoreria INPS,
Trattasi quindi delle quote di TFR che i lavoratori decidono di trattenere presso il datore di lavoro e che, in considerazione della dimensione aziendale, alla luce della scelta del Legislatore del 2007, invece di rimanere in azienda sono comunque trasferiti presso il Fondo di Tesoreria INPS.
Come noto la normativa del 2007 includeva nell’obbligo unicamente le aziende che, a una certa data, occupavano 50 dipendenti, escludendo quindi quelle che in un momento successivo avrebbero raggiunto tale soglia.
E’ comunque previsto un regime transitorio, per cui sono esclusi per il 2026 e il 2027 le imprese con media annuale riferita all’anno precedente inferiore ai 60 dipendenti.
Dal 2032, l’obbligo è esteso alle aziende che impiegano almeno 40 dipendenti.
Nella circolare allegata, l’INPS riepiloga i principali contorni della normativa, disciplinando anche casi particolari ed elencando le modalità pratiche di attuazione.
03/2026
Nell’ambito della trattativa per il rinnovo del CCNL, scaduto come noto il 30 giugno 2025, le Parti stipulanti hanno condiviso in data odierna due verbali di accordo.
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Il primo ha efficacia immediata, ma ha natura esclusivamente interpretativa, e nulla aggiunge a quanto già stabilito con l’Accordo del 18 luglio 2023: esso infatti si limita a ribadire quanto convenuto in tale data, in ordine alla parte degli aumenti economici sotto forma di welfare.
Nell’accordo si conferma infatti di destinare anche per l’anno 2026 l’importo di € 30 per dodici mensilità alle forme di welfare già definite a livello aziendale, fatta salva ovviamente la possibilità di diverse intese.
Ciò in quanto, come noto, l’accordo di rinnovo del 18 luglio 2023 limitava al 2024 e al 2025 la definizione delle modalità di corresponsione dell’importo, risultando quindi privo di regolamentazione il 2026 e gli eventuali successivi.
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Come anticipato in comunicazioni informali alle aziende associate, le Parti hanno inoltre approfondito il tema della riforma dell’articolo 53 in materia di “Provvedimenti disciplinari”.
Come noto (vedi anche piattaforma rivendicativa sindacale, pagina 2 – cfr. circolare ACAP n. 15 del 24 giugno 2025), le OOSS hanno rivendicato, per l’ennesima volta, la necessità di definire un codice disciplinare unico per tutte le aziende del settore, oltre alla definizione di tempistiche certe, sia per quanto riguarda la contestazione del fatto disciplinarmente rilevante, sia per quanto riguarda la decisione in ordine alla eventuale sanzione da adottare.
Ad esito di un’indagine interna alle aziende associate (vedi e-mail del 4.12.2025) e dopo due riunioni in sede tecnica ristretta con le Segreterie Nazionali delle Organizzazioni Sindacali, le Parti hanno rilevato l’impossibilità di ricondurre ad un unico modello nazionale le diverse e complesse soluzioni adottate in ciascuna azienda, in taluni casi da oltre 40 anni.
Ciò al fine di evitare di catalogare determinate ipotesi di comportamento ipotizzando sanzioni disciplinari in maniera diversa, peggiorativa o migliorativa, rispetto ai codici adottati aziendalmente, determinando squilibri e probabili contenziosi in ogni caso.
Le Parti si sono quindi limitate ad individuare le tempistiche, adottando l’allegata soluzione contrattuale, che farà parte del complessivo accordo di rinnovo del CCNL, entrando in vigore quindi contestualmente al resto dell’accordo.
In particolare, le Parti, rispetto al vigente testo, hanno definito:
- in premessa un riferimento, puramente formale, al principio di proporzionalità di cui all’articolo 2106 del codice civile;
- per quanto riguarda la contestazione, le Parti hanno individuato in 30 giorni un termine congruo per contestare il fatto, a partire dal momento in cui il fatto è noto ai competenti uffici. E nei casi più gravi, tale termine può aumentare fino a 60 giorni.
Come noto, il principio dell’immediatezza e della tempestività in materia di procedimenti disciplinari è ormai consolidato in giurisprudenza da tempo.
Di conseguenza, termini indefiniti e più lunghi del necessario sono sempre soggetti a impugnativa e contestazione da parte del lavoratore.
Deve essere chiaro, tuttavia, che i tempi (30 o 60 giorni a seconda della minore o maggiore complessità del caso) decorrono dalla conoscenza del fatto da parte dei competenti uffici, conoscenza che in taluni casi può avvenire anche a distanza di molto tempo dall’accaduto (si pensi ad esempio ai comportamenti extra-lavorativi, che per definizione hanno luogo al di fuori della competenza e dell’ambito aziendale);
- per quanto riguarda la tempistica dell’adozione del provvedimento, una volta acquisite le giustificazioni del lavoratore, le Parti hanno stabilito la riduzione dagli attuali 60 a 30 giorni, mantenendo la deroga rappresentata dall’espressione “di norma”; ciò consente alle aziende, in casi appunto “non di norma”, di derogare ai 30 giorni;
- successivamente alla decisione in ordine alla sanzione da applicare, l’azienda avrà 60 giorni di tempo per stabilire tempi e modalità di applicazione della sanzione. Ciò in quanto, in taluni casi le aziende diluiscono la sanzione in un periodo più lungo (ad es: 5 giorni di sospensione distribuiti 1 giorno al mese per 5 mesi) come condizione di miglior favore.
In casi analoghi l’azienda comunicherà le modalità di applicazione del provvedimento nei 60 giorni, con possibilità di eventuale distribuzione in un periodo più lungo;
- le OOSS avevano inoltre proposto due ulteriori modifiche, respinte dalle Associazioni Datoriali:
- l’individuazione di un termine, decorso il quale qualunque tipo di comportamento non sarebbe stato più passibile di contestazione, indipendentemente dall’avvenuta conoscenza o meno da parte aziendale.
Ciò avrebbe evidentemente portato ad una sorta di “sanatoria”, ovvero di “prescrizione anticipata” anche di comportamenti gravissimi, anche penalmente rilevanti. Con il paradosso che comportamenti eventualmente oggetto di grave condanna penale non avrebbero potuto trovare sanzione disciplinare in azienda;
- condividere la necessità per cui un eventuale risarcimento del danno causato dal lavoratore al patrimonio aziendale avrebbe dovuto essere necessariamente oggetto di apertura di procedimento disciplinare. E’ stato loro chiarito che i due percorsi, quello civilistico per danni e quello disciplinare possono anche non coincidere, ed uno non comporta necessariamente l’altro, o viceversa.
Si allega testo dell’articolo 53 condiviso dalle Parti che, essendo collocato nella “Parte Generale” del CCNL, avrà validità per tutti i dipendenti cui è applicato, indipendentemente dalla Sezione Speciale in cui essi sono inquadrati.
Cordialmente.
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03/2026
Sono pervenute simultaneamente e disgiuntamente tre piattaforme per il rinnovo del CCNL di categoria, scaduto come noto il 31 dicembre scorso, ciascuna a firma di una delle Organizzazioni Sindacali stipulanti.
Correttamente, le stesse Organizzazioni Sindacali avevano già inviato, lo scorso 30 giugno, disdetta del CCNL nei termini previsti dall’articolo 2 (cfr. circolare Assoposte n. 12/2025 del 30.6.2025).
I contenuti delle piattaforme sono identici alla lettera, per cui il senso della distinzione è da ricollegarsi a rapporti attualmente conflittuali nel mondo postale tra sigle sindacali.
Ad ogni modo ciò non rileva per quanto concerne l’operato dell’Associazione che continuerà ovviamente a mantenere relazioni industriali corrette e collaborative con tutte le Organizzazioni Sindacali stipulanti il contratto collettivo di categoria.
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Di seguito alcune brevi considerazioni sui principali contenuti delle piattaforme; a tale proposito si invitano le aziende a fornire commenti e contributi alla discussione in ordine ai temi trattati, in modo da giungere al confronto interno tra le aziende con argomentazioni già avanzate.
PREMESSA
Le OOSS fanno riferimento a profonde trasformazioni nel mondo postale e della logistica; a tali trasformazioni ricollegano anche la necessità di “maggior monitoraggio” nel sistema dei cambi di appalto.
Valutazioni da approfondire.
ASSETTI CONTRATTUALI
Proposta in linea con le previsioni contrattuali vigenti.
SISTEMA DI RELAZIONI SINDACALI
È richiesta una cadenza precisa per quanto concerne le informative di livello aziendale, coinvolgendo, presumibilmente in ragione delle caratteristiche del settore, anche le segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali.
MERCATO DEL LAVORO E OCCUPAZIONE
Le OOSS intendono proporre limiti specifici per quanto concerne tipologie contrattuali diverse dal lavoro subordinato a tempo pieno a indeterminato.
Propongono di vietare i subappalti.
Valutazioni da approfondire.
FORMAZIONE CONTINUA PER I LAVORATORI
Propongono la costituzione di un apposito ente bilaterale, con specifici finanziamenti.
Valutazioni da approfondire.
CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE
Propongono alcune modifiche inerenti le figure impiegatizie.
LAVORO A TEMPO PARZIALE
Propongono il pagamento di una maggiorazione sul lavoro supplementare fin dalla prima ora e senza franchigie.
GIORNIFESTIVI
Propongono di retribuire le festività anche qualora cadenti di sabato.
FERIE
Propongono la cessione solidale delle ferie (ai sensi dell’articolo 24 del d. lgs. n. 151/2015).
PERMESSIPERMOTIVIPRIVATIEPERSTUDIO
Chiedono di aggiornare la norma prevedendo tutti i congedi e permessi previsti ex lege, compresi quelli per donne vittime di violenze, nonché la possibilità di fruire del congedo parentale a ore senza bisogno di accordo aziendale.
CONGEDO MATRIMONIALE – UNIONE CIVILE
Propongono di recepire le novità normative, prevedendo la possibilità del congedo matrimoniale anche per unioni civili.
MALATTIA, INFORTUNIO, CURE TERMALI
Propongono di aumentare l’aspettativa non retribuita per i casi di gravi malattie da 4 (attuale articolo 25, comma 14 del CCNL) a 12 mesi.
CORRESPONSIONEDELLARETRIBUZIONE
Richiedono la tassatività del pagamento entro il 10 del mese.
Chiedono di comunicare in busta paga il progressivo del supplementare.
RESPONSABILITA’ DELL’AUTISTA
Propongono di istituire una polizza assicurativa o almeno di prevedere una sorta di franchigia in favore dell’autista.
SALUTE ESICUREZZASUL LAVORO
Chiedono una serie di interventi finalizzati ad una maggiore collaborazione con le OOSS sulle tematiche inerenti la sicurezza sul lavoro.
INSTALLAZIONEIMPIANTISATELLITARI
Chiedono di inviare le comunicazioni in merito anche alla RSU/RSA e alle OO.SS. firmatarie del CCNL, specificando la non utilizzabilità dei relativi dati a fini valutativi e disciplinari.
SMARTWORKING
Chiedono di introdurre la possibilità di lavorare da remoto.
PARTEECONOMICA
INDENNITA’ VARIE
Chiedono aumento delle seguenti indennità:
- mensa (art. 40)
- trasferta (art. 41)
- integrativa (art. 34)
- premio di anzianità (art. 35)
nonché l’istituzione di una nuova indennità per patente speciale o per chi è in possesso di titoli abilitativi di guida altamente professionali.
PREVIDENZACOMPLEMENTARE
Le OOSS richiedono la reale esigibilità dell’istituto della previdenza complementare; si ricorda che ai sensi della recentissima Legge di bilancio 2026 (legge n. 199/2025) è previsto un nuovo periodo di adesione alla previdenza complementare con il meccanismo del silenzio-assenso e l’obbligo di versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS per le aziende che superano determinate soglie di dipendenti (inizialmente 60, a regime 40), con un meccanismo dinamico e non più statico come quello previsto nel 2007 (che individuava le aziende obbligate al conferimento del TFR solamente a quelle che a una data fissa occupavano almeno 50 dipendenti, facendo salve quelle che raggiungevano tale soglia in un momento successivo)
FONDO SANITARIO
Le OOSS chiedono la costituzione di un fondo specifico per il settore; trattandosi di polizze di natura assicurativa, è necessario valutare la reale convenienza per aziende e lavoratori nell’istituire un Fondo specifico o in alternativa, laddove si volesse aderire alla proposta sindacale, l’eventuale adesioni a fondi, casse o polizze collettive già esistenti.
RICHIESTAECONOMICA DI AUMENTO DEI MINIMI RETRIBUTIVIPERIL TRIENNIO
A fronte di un’inflazione IPCA programmata per il triennio 2026-2028 in misura pari al 5,90% (6,01% cumulato) e di una retribuzione media pari a € 1.626 (paga base, contingenza, indennità integrativa, premio di anzianità e indennità di produttività per il livello 3) le OOSS chiedono un aumento dei minimi in misura pari a € 130 (corrispondente a circa l’8% di aumento sui minimi).
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In conformità a quanto previsto dall’articolo 2, comma 5, del CCNL 21 dicembre 2023, sarà dato riscontro tempestivo alle Organizzazioni Sindacali in ordine al ricevimento della piattaforma.
Successivamente sarà avviato il confronto interno alle aziende per un approfondito esame dei contenuti delle piattaforme e delle rivendicazioni, per poi procedere con la convocazione delle Organizzazioni Sindacali.
Cordiali saluti.
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Circolare n. 02/2026
Ssi riportano di seguito le principali norme in materia giuslavoristica contenute nella legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199), ritenute di maggiore interesse per le aziende del settore, suddivise per tema.
Revisione della disciplina dell’IRPEF.
L’articolo 1, comma 3, della legge in esame prevede la riduzione dal 35% al 33% dell’aliquota relativa al secondo scaglione IRPEF (compresa tra 28 e 50mila euro) con risparmi che possono arrivare a 440 euro annui.
Tuttavia, come noto, la stragrande maggioranza degli addetti del settore non supera la soglia dei 28mila euro.
Tassazione agevolata dei rinnovi contrattuali.
L’articolo 1, comma 7, della legge assoggetta a una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 5% gli incrementi retributivi corrisposti ai lavoratori dipendenti del settore privato nell’anno 2026, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti dal primo gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 (vi rientrerà l’eventuale accordo di rinnovo del CCNL di categoria, scaduto lo scorso 31 dicembre, che dovesse essere sottoscritto entro l’anno 2026).
La misura si applica ai lavoratori del settore privato titolari di reddito di lavoro dipendente – nell’anno 2025 – non superiore a 33mila euro; in tal caso quindi la quasi totalità dei lavoratori beneficerà della defiscalizzazione.
Detassazione dei premi di produttività.
L’articolo 1, comma 9 della legge circoscrive ai premi erogati nel 2025 la tassazione agevolata al 5% e riduce all’1% l’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi di produttività e sulle somme erogate nel 2026 e 2027 (anche in caso di partecipazione agli utili di impresa).
Inoltre, innalza a 5mila euro il limite di importo complessivo entro cui si applica la tassazione agevolata (precedentemente fissato in 3mila euro).
Tassazione di indennità e maggiorazioni retributive al 15%.
Per il periodo d’imposta 2026, l’articolo 1, comma 10 della legge assoggetta ad una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 15% le somme corrisposte, entro il limite annuo di 1.500 euro, ai lavoratori dipendenti del settore privato, a titolo di:
- maggiorazioni e indennità per lavoro notturno (ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. n. 66/2003 e articolo 17 del CCNL di categoria);
- maggiorazioni e indennità per lavoro prestato nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale (vedi articoli 17 e 19 del CCNL di categoria);
- indennità di turno e ulteriori emolumenti connessi al lavoro a turni.
La misura opera salvo espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro. Le misure sono applicate dai sostituti d’imposta del settore privato nei confronti dei titolari di reddito di lavoro dipendente di importo non superiore, nell’anno 2025, a 40mila euro.
In tutti i casi la norma fa riferimento ai CCNL, per cui sembrano escluse dall’agevolazioni maggiorazioni e/o indennità previste da accordi sottoscritti in sede aziendale.
Aumento esenzione buoni pasto elettronici.
Eleva da 8 a 10 euro la soglia esentasse di buoni pasto resi in forma elettronica.
Disposizioni in materia di previdenza complementare.
Dal primo luglio 2026, scatta l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti del settore privato, nel caso in cui non esprimano la propria scelta nei 60 giorni successivi all’assunzione.
La platea delle aziende che dovranno conferire le quote di TFR non destinate alla previdenza complementare al fondo INPS è estesa, includendo quelle che, negli anni successivi a quello di avvio delle attività, raggiungono i 50 dipendenti.
Si escludono per il 2026 e il 2027, le imprese con media annuale riferita all’anno precedente inferiore ai 60 dipendenti.
Dal 2032, l’obbligo è esteso alle aziende che impiegano almeno 40 dipendenti. Sono inoltre previste specifiche misure per il rafforzamento degli investimenti in infrastrutture da parte delle forme pensionistiche complementari, nonché numerose modifiche alla disciplina del finanziamento, delle prestazioni e di attribuzioni della COVIP.
Promozione dell’occupazione delle madri lavoratrici.
A decorrere dall’1.1.2026, la legge riconosce ai datori di lavoro privati che assumono donne, madri di almeno 3 figli di età minore di 18 anni, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali, ad esclusione di premi e contributi Inail, a carico del datore di lavoro, per massimo 8mila euro all’anno. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
L’esonero compete:
- per 12 mesi dalla data di assunzione, qualora sia con contratto di lavoro a tempo determinato (anche in somministrazione);
- per 24 mesi data di assunzione, qualora sia effettuata con contratto di lavoro a tempo indeterminato;
- per 18 mesi dalla data dell’assunzione originaria, qualora il contratto venga trasformato in contratto a tempo indeterminato.
Incentivi per favorire la conciliazione vita-lavoro.
Ai sensi dell’articolo 2, comma 214, della legge, a partire dall’1.1.2026, lavoratrici o lavoratori con almeno 3 figli conviventi, fino al compimento del 10imo anno di età del figlio più piccolo o senza limiti di età nel caso di figli disabili hanno una priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale (orizzontale o verticale) o per la rimodulazione della percentuale di lavoro in caso di contratto a tempo parziale, purché determini una riduzione dell’orario il 40%.
In tal caso, i datori di lavoro privati sono esonerati dal versamento del 100% dei contributi previdenziali (con esclusione dei premi e contributi dovuti ad INAIL), fino a un massimo di 3mila euro annui nei 24 mesi successivi dalla trasformazione del contratto (o dalla rimodulazione dell’orario) L’esonero è subordinato al mantenimento del complessivo monte orario di lavoro. Si prevede che resti ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche (articolo 2, comma 215).
Rafforzamento della disciplina in materia di congedi parentali e di congedo di malattia per i figli minori.
Al fine favorire la genitorialità, rafforzando le misure volte alla gestione flessibile del rapporto fra vita privata e lavoro, e con l’obiettivo di preservare l’occupazione, l’articolo 2, comma 219 e 220:
- estende fino al 14esimo anno di età del bambino il diritto di fruire del congedo parentale, in luogo degli attuali 12 anni;
- estende fino al 14esimo anno di età del bambino il diritto al prolungamento del congedo parentale previsto per figli con disabilità;
- estende il riconoscimento dell’indennità del 30% della retribuzione, a titolo di trattamento economico del congedo parentale (e del suddetto prolungamento del congedo parentale per figli con disabilità);
- estende le previsioni anche ai casi di adozione, nazionale e internazionale, e di affidamento.
Con riferimento al congedo per malattia dei figli di età superiore a 3 anni (riconosciuto alternativamente a ciascun genitore):
- innalza a 10 giorni (rispetto ai 5 vigenti) il limite massimo di giorni fruibili all’anno;
- eleva da 8 a 14 anni il requisito anagrafico del figlio per la fruizione del congedo.
Rafforzamento del contratto a termine a favore della genitorialità e della parità di genere.
L’articolo 2, comma 221 prevede che in caso di assunzione con contratto a tempo determinato (anche in somministrazione) per sostituzione delle lavoratrici in congedo di maternità o parentale, sarà possibile prolungare il contratto per affiancare la lavoratrice sostituita fino al compimento dell’anno del bambino.
***
Su alcuni dei provvedimenti citati, sono auspicati chiarimenti da parte dei competenti Organi istituzionali, di cui daremo pronta informativa.
Cordiali saluti.
01/2026
Si ricorda che in applicazione dell’accordo di rinnovo in oggetto, con la retribuzione del mese di dicembre 2025 è previsto l’aumento dei minimi retributivi nella seguente misura:
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Liv |
Par |
Aumento economico |
Retribuzione tabellare |
Indennità di contingenza |
Retribuzione base |
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1° |
166 |
€ 42,18 |
€ 1.349,35 |
€ 526,60 |
€ 1.875,95 |
|
2° |
139 |
€ 35,32 |
€ 1.129,77 |
€ 520,97 |
€ 1.650,74 |
|
3° s |
127 |
€ 32,27 |
€ 1.032,26 |
€ 517,46 |
€ 1.549,72 |
|
3° |
122 |
€ 31,00 |
€ 991,63 |
€ 517,46 |
€ 1.509,09 |
|
4° s |
116 |
€ 29,48 |
€ 942,85 |
€ 515,05 |
€ 1.457,90 |
|
4° |
110 |
€ 27,95 |
€ 894,14 |
€ 515,05 |
€ 1.409,19 |
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5° |
100 |
€ 25,41 |
€ 812,84 |
€ 512,85 |
€ 1.325,69 |
Con l’occasione si informa che le OO.SS. di categoria hanno anticipato l’imminente invio delle piattaforme rivendicative per il rinnovo del CCNL, scaduto come noto il 31 dicembre scorso.
Cordiali saluti.
01/2026/MI
In relazione a quanto in oggetto, si invia verbale della seduta assembleare tenutasi il 1° dicembre scorso, e la delibera contributiva 2026.
Cordialmente.
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Documenti allegati
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29/2025/MI
Si fa seguito alla circolare n. 19/2025 del 31 luglio scorso relativa alla presentazione del Seminario in oggetto, tenutosi come noto in due sessioni, il 24 ottobre e il 4 dicembre scorsi.
Nella stessa circolare si dava avvio all’indagine, ad opera della Commissione tecnico-consultiva per la salute e sicurezza sul lavoro, sulla figura del preposto nel sistema di prevenzione aziendale all’interno delle Società aderenti.
L’obiettivo dell’indagine era quello di rilevare le diverse percezioni e posizioni in merito al tema della sicurezza sul lavoro tra i preposti delle Società, attraverso la somministrazione di un questionario dedicato.
Nel corso della sessione svoltasi a Roma lo scorso 4 dicembre, nell’ambito della collaborazione avviata con l’ing. Catanoso, gli RSPP/ASPP hanno avuto l’opportunità di confrontarsi sui risultati emersi dal report riepilogativo elaborato dallo stesso, anticipato via e-mail in data 23/10/2025.
Con la presente si comunica che gli RSPP delle Società riceveranno una tabella riepilogativa contenente le risposte fornite dai preposti ai diversi quesiti del questionario, sia con riferimento alla singola Società sia ai dati complessivi di settore, risultanti dall’aggregazione delle risposte delle 19 Società partecipanti al progetto.
Tale strumento consentirà alle Concessionarie aderenti di disporre di un utile parametro di confronto con cui individuare eventuali aree critiche e a orientare conseguentemente azioni di miglioramento finalizzate al rafforzamento dei propri standard di sicurezza.
A livello associativo, l’indagine permetterà inoltre di calibrare in modo più efficace i contenuti delle future iniziative formative, in funzione dei reali bisogni espressi dalle Società.
Si rinnova il ringraziamento a tutti i partecipanti per la disponibilità e l’impegno dimostrati, che hanno consentito di realizzare un campionamento significativo sugli approcci alla sicurezza adottati da una figura centrale nei processi di tutela della salute e sicurezza sul lavoro.
Un ulteriore ringraziamento speciale va all’arch. Federico Marcato, coordinatore della Commissione Consultiva, per la qualità e quantità del lavoro dedicato alle iniziative dell’Associazione in materia di salute e sicurezza.
Cordialmente.
Il Segretario - Donatello Miccoli
Linee di indirizzo per l’esecuzione in sicurezza di attività in autostrada
Contenuti Accordo Stato Regioni e Provinc autonome
Istruzioni a manovre
28/2025/MI
Lo scorso 28 novembre è ripreso il confronto per il rinnovo del CCNL 18 luglio 2023, scaduto come noto il 30 giugno scorso.
In tale occasione, le Parti hanno concordato l’avvio di una commissione tecnica incaricata di definire una disciplina contrattuale volta a definire tempi massimi per la contestazione di un fatto disciplinarmente rilevante nonché per la applicazione dell’eventuale provvedimento, oltre alla possibile definizione di un codice disciplinare all’interno del CCNL, recante le fattispecie rilevanti e i relativi provvedimenti collegati.
Con l’occasione, la delegazione datoriale ha espresso la necessità di ampliare, per il solo anno 2026, il periodo di stagionalità ai fini della stipulazione di contratti a tempo determinato, in relazione allo svolgimento delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali che si terranno a Milano e a Cortina d’Ampezzo a partire dall’8 febbraio 2026.
Le Parti hanno quindi sottoscritto nei giorni scorsi l’allegato accordo nazionale, che attua le previsioni dell’articolo 11 della legge n. 203/2024, secondo cui presentano carattere di stagionalità ai sensi di legge le “attività organizzate per fare fronte a intensificazioni dell'attività lavorativa in determinati periodi dell'anno” (sul tema, vedi la circolare n. 4 del 30 gennaio 2025).
Pertanto, in aggiunta al periodo 7 dicembre/7 gennaio di cui all’articolo 63 del CCNL, la nozione di “stagionalità” è estesa anche al periodo 8 gennaio 2026 – 31 marzo 2026, con riferimento a tutte le attività espletate nelle aziende concessionarie e nelle aziende che comunque applicano il CCNL 18.7.2023.
In via eccezionale, quindi, per l’anno 2026 il periodo di stagionalità durerà dal 7 dicembre 2025 al 31 marzo 2026, per un totale di quasi quattro mesi, oltre ai canonici sei mesi del periodo estivo (aprile/settembre o altro periodo di pari durata); si suggerisce alle aziende, tuttavia, di distinguere eventuali assunzioni legate alla stagionalità “canonica” (come da articolo 63, comma 7, del CCNL) dalla stagionalità “specifica” di cui all’accordo del 28 novembre 2025, evitando di stipulare un unico contratto a termine che senza soluzione di continuità comprenda i due distinti periodi.
Per altri ambiti, oltre a quello esattoriale, nonché per eventuali attività contenute nelle altre Sezioni Speciali del CCNL 18.7.2023, le Parti hanno rinviato a intese aziendali, in coerenza con il CCNL.
Per quanto riguarda le Sezioni Speciali, l’intesa dovrà disciplinare anche altri aspetti considerato che nella Parte Generale del CCNL, come noto, l’articolo si limita ad un mero rinvio alle disposizioni legislative (vedi articolo 7 del CCNL 18.7.2023).
Cordialmente.
28/2025/MI
Lo scorso 28 novembre è ripreso il confronto per il rinnovo del CCNL 18 luglio 2023, scaduto come noto il 30 giugno scorso.
In tale occasione, le Parti hanno concordato l’avvio di una commissione tecnica incaricata di definire una disciplina contrattuale volta a definire tempi massimi per la contestazione di un fatto disciplinarmente rilevante nonché per la applicazione dell’eventuale provvedimento, oltre alla possibile definizione di un codice disciplinare all’interno del CCNL, recante le fattispecie rilevanti e i relativi provvedimenti collegati.
Con l’occasione, la delegazione datoriale ha espresso la necessità di ampliare, per il solo anno 2026, il periodo di stagionalità ai fini della stipulazione di contratti a tempo determinato, in relazione allo svolgimento delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali che si terranno a Milano e a Cortina d’Ampezzo a partire dall’8 febbraio 2026.
Le Parti hanno quindi sottoscritto nei giorni scorsi l’allegato accordo nazionale, che attua le previsioni dell’articolo 11 della legge n. 203/2024, secondo cui presentano carattere di stagionalità ai sensi di legge le “attività organizzate per fare fronte a intensificazioni dell'attività lavorativa in determinati periodi dell'anno” (sul tema, vedi la circolare n. 4 del 30 gennaio 2025).
Pertanto, in aggiunta al periodo 7 dicembre/7 gennaio di cui all’articolo 63 del CCNL, la nozione di “stagionalità” è estesa anche al periodo 8 gennaio 2026 – 31 marzo 2026, con riferimento a tutte le attività espletate nelle aziende concessionarie e nelle aziende che comunque applicano il CCNL 18.7.2023.
In via eccezionale, quindi, per l’anno 2026 il periodo di stagionalità durerà dal 7 dicembre 2025 al 31 marzo 2026, per un totale di quasi quattro mesi, oltre ai canonici sei mesi del periodo estivo (aprile/settembre o altro periodo di pari durata); si suggerisce alle aziende, tuttavia, di distinguere eventuali assunzioni legate alla stagionalità “canonica” (come da articolo 63, comma 7, del CCNL) dalla stagionalità “specifica” di cui all’accordo del 28 novembre 2025, evitando di stipulare un unico contratto a termine che senza soluzione di continuità comprenda i due distinti periodi.
Per altri ambiti, oltre a quello esattoriale, nonché per eventuali attività contenute nelle altre Sezioni Speciali del CCNL 18.7.2023, le Parti hanno rinviato a intese aziendali, in coerenza con il CCNL.
Per quanto riguarda le Sezioni Speciali, l’intesa dovrà disciplinare anche altri aspetti considerato che nella Parte Generale del CCNL, come noto, l’articolo si limita ad un mero rinvio alle disposizioni legislative (vedi articolo 7 del CCNL 18.7.2023).
Cordialmente.
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Documenti allegati
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27/2025/MI
Nei giorni scorsi la CGIL ha proclamato uno sciopero generale per il prossimo 12 dicembre, motivato principalmente dalle misure adottate nella bozza di legge di bilancio 2026 attualmente in discussione nelle aule parlamentari.
Con comunicazione pervenuta in data odierna, la FILT ha aderito all’iniziativa della sua Confederazione precisando come di consueto le modalità specifiche di effettuazione dello sciopero nel settore autostradale (vedi pagine 10 e 11 dell’Allegato).
Lo sciopero è comunque concentrato nella giornata del 12 dicembre, per cui anche le prestazioni a cavallo (con inizio l’11 dicembre o fine il 13) saranno interessate dalla proclamazione solamente per la fascia oraria che va dalle 00,01 del 12 alle 24,00.
Cordialmente.
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Documenti allegati
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21/2025
Nei giorni scorsi la CGIL ha proclamato uno sciopero generale per il prossimo 12 dicembre, motivato principalmente dalle misure adottate nella bozza di legge di bilancio 2026 attualmente in discussione nelle aule parlamentari.
Cordiali saluti.
20/2025
L’organizzazione Confederazione Unitaria di Base (CUB) ha proclamato, in data 21 ottobre, una giornata di sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per il giorno venerdì 28 novembre p.v.
Per il personale del settore autostradale lo sciopero inizierà alle ore 22,00 del 27 novembre e terminerà alle 22,00 del giorno successivo.
Le rivendicazioni alla base dell’iniziativa, come di consueto in tali casi, sono di natura politica generale, e riguardano le tensioni belliche internazionali, richieste di aumenti generalizzati di salari e pensioni, revisione dei contenuti della Legge di bilancio 2026, etc..
L’organizzazione ha dichiarato di garantire i servizi minimi essenziali, con offerta di “maggiore collaborazione possibile alle singole amministrazioni”.
E’ verosimile, come accaduto in passato, che altri sindacati aderiranno allo sciopero in questione; di tali adesioni non sarà data notizia dall’Associazione, rimanendo comunque valida ad ogni effetto la proclamazione di cui alla presente circolare.
Cordiali saluti.
19/2025
Nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre 2025 è stata pubblicata la legge n. 151 dell’8 ottobre 2025, recante l’istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi (4 ottobre).
Pertanto l’articolo 2 della Legge n. 260/1949 (“Disposizioni in materia di ricorrenze festive”), che riporta l’elenco delle festività, anche ai fini della legislazione del lavoro, è stato modificato con l’integrazione del 4 ottobre (tra la festa del 15 agosto e quella dell’1 novembre); ne consegue che anche l’elenco di cui all’articolo 20, lettera “A” del CCNL Servizi Postali in Appalto 21.12.2023 deve intendersi così modificato.
La disposizione entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, avendo quindi valenza dal 4 ottobre 2026, il quale, cadendo in giornata di domenica, ne produrrà i relativi effetti in termini retributivi oltre che per le eventuali prestazioni lavorative effettivamente svolte in tale data.
L’articolo 3 della legge prevede lo stanziamento di risorse pubbliche (circa 10 milioni di euro) per l’attuazione delle disposizioni relative all’istituzione della festività, in grandissima parte destinate al comparto del Servizio Sanitario Nazionale.
Cordiali saluti.
25/2025/MI
Nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre 2025 è stata pubblicata la legge n. 151 dell’8 ottobre 2025, recante l’istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi (4 ottobre).
Pertanto l’articolo 2 della Legge n. 260/1949 (“Disposizioni in materia di ricorrenze festive”), che riporta l’elenco delle festività, anche ai fini della legislazione del lavoro, è stato modificato con l’integrazione del 4 ottobre (tra la festa del 15 agosto e quella dell’1 novembre).
La disposizione entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, per cui avrà valenza dal 4 ottobre 2026, il quale cadendo in giornata di domenica, ne produrrà i relativi effetti in termini retributivi oltre che per le eventuali prestazioni lavorative effettivamente svolte in tale data.
L’articolo 3 della legge prevede lo stanziamento di risorse pubbliche (circa 10 milioni di euro) per l’attuazione delle disposizioni relative all’istituzione della festività, in grandissima parte destinate al comparto del Servizio Sanitario Nazionale.
Cordialmente.
18/2025
L’organizzazione Sindacato Intercategoriale COBAS ha proclamato una giornata di sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per il giorno venerdì 3 ottobre p.v.
Le motivazioni, come di consueto in tali casi, sono di natura politica generale, e nello specifico riguardano le tensioni belliche internazionali relative al territorio di Gaza.
L’organizzazione ha dichiarato di garantire i servizi minimi essenziali.
Cordiali saluti.
24/2025/MI
L’organizzazione Sindacato Intercategoriale COBAS ha proclamato una giornata di sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per il giorno venerdì 3 ottobre p.v.
Le motivazioni, come di consueto in tali casi, sono di natura politica generale, e nello specifico riguardano le tensioni belliche internazionali relative al territorio di Gaza.
L’organizzazione ha dichiarato di garantire i servizi minimi essenziali.
Cordialmente.
Articoli su intervento Presidente Legora al Forum Blue Economy - Napoli 22 settembre 2025
In allegato gli articoli pubblicati su Il Mattino e sul Secolo XIX sulla partecipazione del Presidente Legora al Forum Blue Economy – Napoli, 22 settembre 2025
Testata:|
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17/2025
E’ in vigore dal 9 agosto scorso la legge in oggetto, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 luglio 2025.
(Di seguito il link:
Essa assume rilevanza, per quanto di interesse in questa sede, in modo particolare per due temi:
- disposizioni più ampie e flessibili in materia di conservazione del posto di lavoro e aspettative non retribuite, in favore di lavoratori che si trovino in determinate condizioni soggettive;
- permessi retribuiti aggiuntivi correlati a specifiche necessità e accertamenti di natura medica.
Gli articoli di interesse, per quanto citato, sono i primi due.
L’articolo 1 consente ai lavoratori affetti da malattie oncologiche, o che comunque comportino un grado di invalidità pari o superiore al 74 per cento, di richiedere un periodo di congedo non retribuito, continuativo o frazionato, non superiore a ventiquattro mesi.
Durante il periodo di congedo il dipendente conserva il posto di lavoro, non ha diritto alla retribuzione e non può svolgere alcun tipo di attività lavorativa; la fruizione del congedo decorre dall'esaurimento degli altri periodi di assenza giustificata, con o senza retribuzione, spettanti al dipendente a qualunque titolo. Sembrerebbe pertanto aggiungersi a periodi di comporto e aspettativa previsti dalla contrattazione collettiva.
Come di consueto, esso non è computato nell'anzianità di servizio né ai fini previdenziali. Lo scopo della norma è evidente, garantire cioè a lavoratori affetti da patologie particolarmente gravi di poter disporre di un periodo di conservazione del posto più ampio, per quanto privo di sostegno economico, rispetto a lavoratori affetti da malattie di minore gravità.
La legge fa salve le disposizioni più favorevoli previste dalla contrattazione collettiva o dalla disciplina applicabile al rapporto di lavoro.
A tale proposito, fermo rimanendo quanto sopra anticipato in tema di eventuale sommatoria di aspettative e congedo, è meritevole di approfondimento la sovrapposizione tra le nuove norme di legge e quanto oggi previsto nel CCNL 21 dicembre 2023, articolo 25, paragrafo “B”, con particolare riguardo, per l’appunto, al riconoscimento di periodi di comporto e aspettative in misura variabile, collegata alla gravità delle patologie.
L’articolo 1, quarto comma, della legge n. 106 introduce un ulteriore criterio di priorità per il lavoratore ad accedere, una volta terminato il periodo di congedo, allo svolgimento della prestazione con modalità di lavoro agile, ovviamente qualora la prestazione lavorativa lo consenta (criterio che va ad aggiungersi, sovrapponendosi in parte, a quelli previsti dall’articolo 18, comma 3-bis della legge n. 81/2017 come modificata dall’articolo 4 del decreto legislativo n. 105/2022).
***
L’articolo 2 della legge prevede inoltre, in favore dei soggetti di cui all’articolo 1, con l’aggiunta di coloro che risultino affetti da malattie oncologiche in fase attiva o in follow-up precoce, il diritto di fruire, in aggiunta alle tutele previste dalla normativa vigente e dai contratti collettivi nazionali di lavoro, di ulteriori dieci ore annue di permesso da utilizzare per visite, esami strumentali, analisi chimico-cliniche e microbiologiche nonché cure mediche frequenti.
Il trattamento economico per tali permessi è quello previsto per il caso di malattia, ai sensi di legge e di CCNL (indennità anticipata dalle aziende e recuperata tramite conguaglio contributivo), oltre alla copertura figurativa.
Tali permessi sono riconosciuti anche ai dipendenti con figlio minorenne che si trovi nella medesima situazione.
Il diritto ai permessi di cui all’articolo 2 della legge decorre dall’1 gennaio p.v.
Cordiali saluti.
22/2025/MI
Con l’allegato comunicato pervenuto ieri in Associazione, la FILT-CGIL ha proclamato uno sciopero nazionale per tutti i settori dei trasporti da essa rappresentati, per domani 19 settembre.
La motivazione è di natura politica in senso ampio, collegata ai noti eventi bellici in Medio Oriente.
Per quanto concerne il settore autostradale, come noto soggetto alla legge n. 146/1990 per una parte delle attività, e comunque al vincolo del preavviso congruo e indicazione precisa della fascia oraria per attività non soggette alla legge n. 146/1990 ed alla Regolamentazione provvisoria del 4 ottobre 2001, la FILT-CGIL ha espressamente escluso dallo sciopero “il servizio di soccorso meccanico e le prestazioni connesse con la sicurezza degli utenti sulla rete autostradale (ivi compresa l’esazione del pedaggio autostradale)”.
Tale esplicita esclusione degli addetti all’esazione del pedaggio rappresenta una novità assoluta, essendo il punto in questione oggetto di vertenzialità su cui si è resa necessario l’intervento della Commissione di Garanzia per il diritto di sciopero in diverse occasioni.
Cordialmente.
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Documenti allegati
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16/2025
Con la lettera allegata, le Organizzazioni Sindacali Nazionali di categoria sono intervenute nei confronti del Responsabile Risorse Umane nonché del Responsabile Relazioni Industriali di Poste Italiane per segnalare due aspetti rilevati nei recenti bandi di gara:
- L’errata applicazione del costo del lavoro, derivante da calcoli effettuati sulla base dei minimi retributivi relativi al 2024, senza considerare l’incremento contrattuale decorrente da gennaio 2025 (vedi circolare Assoposte n. 2/2025 del 22 gennaio scorso), come riportato anche nelle tabelle di costo del lavoro emanate dal Ministero del Lavoro in attuazione del Codice degli Appalti;
- L’indicazione di possibile applicazione di CCNL alternativi a quello di categoria, a condizione che i lavoratori beneficino di un trattamento economico e normativo equivalente.
Le Organizzazioni Sindacali manifestano quindi preoccupazione sia per un costo del lavoro inadeguato, che si tradurrebbe nel rischio di disagi e trattamenti deteriori per i lavoratori, ma anche per il rischio di eventuale disapplicazione dell’articolo 7 del CCNL Servizi Postali in Appalto, che come noto governa la fase di transizione dall’azienda uscente a quella subentrante, con salvaguardia dei posti di lavoro in presenza dei necessari requisiti, a garanzia di corretta concorrenza e di un mercato equilibrato.
Cordiali saluti.
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Documenti allegati
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16/2025
Con la lettera allegata, le Organizzazioni Sindacali Nazionali di categoria sono intervenute nei confronti del Responsabile Risorse Umane nonché del Responsabile Relazioni Industriali di Poste Italiane per segnalare due aspetti rilevati nei recenti bandi di gara:
- L’errata applicazione del costo del lavoro, derivante da calcoli effettuati sulla base dei minimi retributivi relativi al 2024, senza considerare l’incremento contrattuale decorrente da gennaio 2025 (vedi circolare Assoposte n. 2/2025 del 22 gennaio scorso), come riportato anche nelle tabelle di costo del lavoro emanate dal Ministero del Lavoro in attuazione del Codice degli Appalti;
- L’indicazione di possibile applicazione di CCNL alternativi a quello di categoria, a condizione che i lavoratori beneficino di un trattamento economico e normativo equivalente.
Le Organizzazioni Sindacali manifestano quindi preoccupazione sia per un costo del lavoro inadeguato, che si tradurrebbe nel rischio di disagi e trattamenti deteriori per i lavoratori, ma anche per il rischio di eventuale disapplicazione dell’articolo 7 del CCNL Servizi Postali in Appalto, che come noto governa la fase di transizione dall’azienda uscente a quella subentrante, con salvaguardia dei posti di lavoro in presenza dei necessari requisiti, a garanzia di corretta concorrenza e di un mercato equilibrato.
Cordiali saluti.
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21/2025/MI
L’organizzazione USB Lavoro Privato ha aderito allo sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private proclamato dalla USB Confederale per il giorno lunedì 22 settembre p.v.
Le motivazioni, come di consueto in tali casi, sono di natura politica generale, e nello specifico riguardano le tensioni belliche internazionali relative al territorio di Gaza.
L’organizzazione ha dichiarato di garantire i servizi minimi essenziali.
Cordialmente.
Articoli su Comunicato congiunto UNIPORT-Assiterminal
In allegato la rassegna stampa sul comunicato congiunto UNIPORT-Assiterminal diffuso ieri
Testata:|
Documenti allegati
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15/2025/MI
Come noto, in occasione del raggiungimento dell’accordo di rinnovo del CCNL di categoria, stipulata il 21 dicembre 2023, si è convenuto, a copertura del periodo di vacanza contrattuale (due anni) l’erogazione ai lavoratori in forza alla data dell’accordo di un importo “una tantum” per il terzo livello pari a € 330,00 lordi.
L’importo, riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale, è riparametrato per gli altri livelli nella misura di cui alla tabella sotto riportata, corrisposto pro-quota con riferimento a tante quote mensili quanti sono i mesi di servizio effettivo prestati nel periodo 1 gennaio 2022 – 31 dicembre 2023.
La frazione di mese superiore a 15 giorni sarà considerata, a tutti gli effetti, come mese intero.
Dopo l’erogazione delle prime due rate pari a € 110 ciascuna nei mesi di marzo 2024 e marzo 2025, ulteriori € 110 devono essere corrisposti con la retribuzione del corrente mese di settembre.
L’importo sarà erogato ai lavoratori in forza all’1 settembre 2025, in proporzione al numero di mesi svolti presso l’azienda nel periodo 1 gennaio 2022 – 31 dicembre 2023.
L’importo è escluso dalla base di calcolo del t.f.r. ed è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta ed indiretta, di origine legale e contrattuale, ed è quindi comprensivo degli stessi.
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Liv. Liv. |
Par. |
Marzo 2024 |
Marzo 2025 |
Settembre 2025 |
Totale |
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1° |
166 |
€ 149,67 |
€ 149,67 |
€ 149,67 |
€ 449,01 |
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2° |
139 |
€ 125,33 |
€ 125,33 |
€ 125,33 |
€ 375,99 |
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3° sup |
127 |
€ 114,51 |
€ 114,51 |
€ 114,51 |
€ 343,53 |
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3° |
122 |
€ 110,00 |
€ 110,00 |
€ 110,00 |
€ 330,00 |
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4° s. |
116 |
€ 104,59 |
€ 104,59 |
€ 104,59 |
€ 313,77 |
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4° |
110 |
€ 99,18 |
€ 99,18 |
€ 99,18 |
€ 297,54 |
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5° |
100 |
€ 90,16 |
€ 90,16 |
€ 90,16 |
€ 270,48 |
Cordiali saluti.
14/2025/MI
Lo scorso 20 agosto l’INL ha emanato l’allegata nota, con cui ha ribadito il principio dell’esclusività della competenza legale in ordine all’ASSE.CO. in favore del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.
Ciò a seguito di una recente sentenza del T.A.R. Lazio (n. 9974/2025 del 23 maggio u.s.) che ha ribadito l’esclusiva competenza dei Consulenti del Lavoro, in virtù della loro specialistica professionalità, in riscontro ad un’istanza avanzata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti, volta al riconoscimento anche ad essi della possibilità di agire ai sensi di legge per il rilascio delle ASSE.CO.
L’Ispettorato ricorda altresì che l’ASSE.CO. è rilasciata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine, ente vigilato dal Ministero del Lavoro (a differenza del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, categoria sottoposta alla vigilanza del Ministero di Giustizia), e non dal singolo consulente, il quale deve aver frequentato uno specifico corso formativo a cura della Fondazione Studi, al fine di essere iscritto in apposito elenco.
Con l’occasione si ricorda che, come da circolare Assoposte n. 13/2024 del 12 novembre 2024, alle aziende iscritte ad Assoposte, ed in regola con il versamento dei contributi associativi, la Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro riconosce una riduzione del 30% delle tariffe relative all’asseverazione in virtù di specifico Protocollo sottoscritto il 25 settembre 2024, di fatto quasi coprendo integralmente, attraverso tale sconto, la quota associativa.
Sarà Assoposte ad indicare di volta in volta la regolarità contributiva dell’azienda nei propri riguardi come condizione necessaria per l’applicazione dei costi ridotti.
Cordiali saluti.
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Chiusura Uffici FISE - Pausa estiva
Gli uffici FISE rimarranno chiusi per la pausa estiva dal giorno 7 Agosto al giorno 26 Agosto.
La Redazione augura Buone Vacanze a Tutti!
19/2025/MI
Nell’ambito delle consuete iniziative seminariali dell’Associazione, il Consiglio Direttivo dell’Associazione, riunitosi lo scorso 4 luglio, ha approvato un corso di aggiornamento per gli RSPP/ASPP relativo alla “formazione del preposto tra competenze giuridiche, tecniche, manageriali e comunicative”, programmato per il prossimo autunno.
Come noto, la figura del preposto, recentemente valorizzata sia dal decreto-legge n. 146/2021 che dal nuovo Accordo Conferenza Stato-Regioni richiede un adeguato supporto formativo, alla luce delle competenze tecniche, gestionali e comunicative che lo caratterizzano.
In tale ottica, la Commissione tecnico-consultiva per la salute e sicurezza sul lavoro di ACAP ha avviato una ricerca mirata, con l’obiettivo di offrire alle imprese associate contenuti formativi calibrati sui reali bisogni delle singole Società.
Al fine di contribuire alla buona riuscita della ricerca, si invita ciascuna azienda a somministrare ai propri preposti il questionario allegato.
Lo strumento è finalizzato a raccogliere le diverse percezioni e posizioni riguardo al tema “Sicurezza sul lavoro”.
Modalità di somministrazione:
Il questionario dovrà essere compilato in forma anonima, distinguendo tuttavia le risposte in base alla categoria di appartenenza (vedi moduli allegati):
- Preposti di impiegati tecnici
- Preposti di esattori
- Preposti di ausiliari della viabilità
- Preposti di operai
In presenza di più livelli gerarchici, è fondamentale che il questionario venga somministrato quantomeno ai preposti che operano a diretto contatto con i lavoratori.
Modalità di compilazione:
Per ogni affermazione proposta, i partecipanti devono esprimere il proprio grado di accordo, selezionando una delle seguenti opzioni:
1= Completamente d’accordo
2 = D’accordo
3 = In disaccordo
4 = Completamente in disaccordo
Restituzione dei risultati:
Una volta raccolti, i risultati dei questionari dovranno essere sintetizzati nel file Excel in allegato che dovrà essere trasmesso al Coordinatore della Commissione, l’architetto Federico Marcato, all’indirizzo di posta elettronica 'Marcato Federico' federico.marcato@autobrennero.it cortesemente entro il 26 settembre 2025.
Sulla base dei dati raccolti, ACAP elaborerà un report riepilogativo che sarà messo a disposizione delle aziende associate e discusso in occasione dei momenti formativi e di confronto interno.
Si raccomanda la massima diffusione dell’iniziativa all’interno delle aziende, affinché il campione risulti il più ampio e rappresentativo possibile, permettendo così un’analisi approfondita su un tema di primaria importanza.
Per qualsiasi chiarimento, è possibile contattare l’arch. Federico Marcato.
Cordialmente.
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18/2025/MI
In relazione a quanto in oggetto, ed alla piattaforma rivendicativa inviata dalle Organizzazioni Sindacali di categoria lo scorso 24 giugno (cfr. circolari ACAP n. 15/2025 e n. 17/2025), è fissata una riunione tecnica, tra le aziende associate, aperta a tutti i soggetti interessati, ai vari livelli.
L’incontro è finalizzato ad un confronto sulle istanze avanzate dalle Organizzazioni Sindacali, nonché su possibili aspettative e contro-proposte delle imprese, in vista dell’avvio del negoziato previsto per la seconda metà del mese di settembre.
La riunione si terrà il giorno
martedì 9 settembre alle ore 10,30
in presenza presso la sede di Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A.
in Assago (MI) - Via Del Bosco Rinnovato, n. 4/A - Palazzo U9
che si ringrazia per la cortese ospitalità.
Per ragioni organizzative, si invitano coloro che parteciperanno ad inviare l’allegato modulo compilato all’indirizzo di posta elettronicaa.carpi@fise.org entro il 5 settembre p.v.
Cordialmente.
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Adeguamento al Decreto RENTRI con il sistema GPS SafeFleet | Opportunità per i Soci
Il sistema GPS SafeFleet supporta le aziende nell'adempimento agli obblighi del Decreto RENTRI (Registro Elettronico Nazionale della Tracciabilità dei Rifiuti), in particolare l'Articolo 16, tramite soluzioni conformi e certificate.
Vantaggi principali:
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SafeFleet ottimizza la gestione dei flussi di rifiuti, migliorando il controllo operativo e la sostenibilità.
Condizioni economiche per gli associati:
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17/2025/MI
È iniziato il 16 luglio u.s. il negoziato per il rinnovo del CCNL di categoria, scaduto come noto il 30 giugno u.s.
Come comunicato con la circolare ACAP n. 15/2025 del 24 giugno u.s., le Organizzazioni Sindacali hanno inviato pochi giorni prima della scadenza la piattaforma rivendicativa per il rinnovo del CCNL.
In apertura dell'incontro la delegazione datoriale ha fornito riscontro verbale alla richiesta delle OO.SS., inviata lo scorso 7 luglio, di conoscere le misure adottate dalle aziende in relazione all'emergenza climatica e alle temperature particolarmente elevate di queste ultime settimane, ai fini della salvaguardia della salute e sicurezza dei lavoratori, nello specifico quelli impiegati in attività maggiormente esposte a rischi di tale natura.
Per quanto riguarda ACAP, sono state illustrate alle controparti, in forma aggregata e piuttosto generale sulla base delle informazioni trasmesse dalle aziende, le misure principali adottate, suddivise in dotazioni individuali ai lavoratori, misure organizzative relative a turni, orari di lavoro, adozione di specifiche iniziative, e incremento di informative puntuali e mirate circa possibili pericoli, rischi e comportamenti corretti.
Il tutto ferme rimanendo le disposizioni di legge e contrattuali in materia di salute e sicurezza nonché le previsioni contenute nelle ordinanze regionali emanate negli ultimi giorni.
Le Organizzazioni Sindacali hanno preso atto dell’informativa.
Nel merito del rinnovo contrattuale, hanno poi preso la parola i rappresentanti delle OO.SS., i quali hanno illustrato sommariamente le tematiche della piattaforma, sottolineandone gli aspetti maggiormente rilevanti.
È inoltre emersa una discussione generale sulla diversa e innovativa impostazione del CCNL, come noto organizzato, sulla base dell’Accordo del 18 luglio 2023 e della successiva stesura del 5 luglio 2024, su una Parte Generale e su 5 Sezioni Speciali.
Le Parti hanno convenuto con soddisfazione sul dato oggettivo secondo cui nei primi 12 mesi circa dalla firma della stesura integrale del nuovo testo, diverse aziende, per un totale di oltre mille lavoratori, hanno sottoscritto, o sono in fase di definizione, accordi di confluenza nel CCNL "di filiera".
A tale proposito si è inoltre valutata positivamente la possibilità di "sbloccare" anche la Sezione quinta ("Attività di supporto tecnico e ingegneristico", la cui applicazione è attualmente sospesa in virtù di apposita clausola sottoscritta nella “Premessa” all’Accordo del 5 luglio 2024) e quindi consentire alle aziende interessate di poter definire una possibile confluenza anche in relazione alle attività ivi citate.
Le Parti hanno inoltre ribadito, e reciprocamente confermato, che alla base del CCNL "di filiera" vi è il Protocollo dell'11.7.2022 (vedi circolare ACAP n. 14/2022 dell’11 luglio 2022 nonché Allegato 1 del CCNL vigente, versione stampata) recante tra l'altro i principi dell'autonomia imprenditoriale ed organizzativa delle aziende nonché la conseguente libera scelta di aderire, o meno, alle Sezioni Speciali del nuovo CCNL.
Ciò anche in replica ad una istanza avanzata da organizzazioni sindacali territoriali nei confronti di una azienda associata ad ACAP, la quale, in merito, ha doverosamente citato il Protocollo come riferimento da cui partire per qualsiasi tipo di avvio di ragionamenti in merito.
Le Parti si sono quindi rinviate per l'avvio del confronto di merito, ed alla relativa calendarizzazione dei lavori, successivamente alla pausa estiva.
L'Associazione promuoverà momenti di confronto tecnico tra le aziende associate in relazione alle tematiche contenute nella piattaforma sindacale, al fine di preparare al meglio il proseguimento del negoziato.
Cordialmente.
UNIPORT su la Repubblica di Napoli
Oggi la Repubblica (in allegato) torna sul tema del deposito dei detriti di Bagnoli, dando conto dell’allarme lanciato da UNIPORT.
Testata:|
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Nuovi articoli su allarme UNIPORT sul porto di Napoli
Nuovi articoli sull’allarme lanciato dall’Associazione in relazione a quanto rischia di accadere nel porto di Napoli, con articoli pubblicati dalle testate: Il Mattino, Il Secolo xix, The Medi Telegraf, Telenord, Ship2Shore, Corriere Marittimo, Port&Shipping, Positano News, ImpresaItaliana.
Testata:|
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Chiusura Uffici FISE in data odierna - Conferenza per l’Ucraina zona Eur
Considerate le difficoltà oggettive riscontrate per raggiungere l'ufficio a causa della conferenza per l'Ucraina, su indicazione della Direzione, si comunica che nella giornata di oggi, 11 luglio 2025 gli uffici FISE resteranno chiusi.
Chiusura Uffici 11 luglio 2025
Considerate le difficoltà oggettive riscontrate per raggiungere l'ufficio a causa della conferenza per l'Ucraina, su indicazione della Direzione, si comunica che nella giornata di oggi, 11 luglio 2025 gli uffici FISE resteranno chiusi.
Articoli su allarme UNIPORT sul porto di Napoli
Si segnala in allegato ampia rassegna stampa (anche con presenza sulle principali testate locali) sull’allarme lanciato dall’Associazione in relazione a quanto rischia di accadere nel porto di Napoli, con articoli pubblicati dalle testate: Il Mattino, la Repubblica, Corriere del Mezzogiorno, Il Roma, Messaggero Marittimo, Shipping Italy, ShiMag, Primo Magazine, Cronache della Campania, L’Informatore Navale, AgenParl, Informare, Napoli Village, FerPress, Adriaeco, Il Nautilus, Sea Reporter, Informazioni Parlamentari, Focus Italia Web.
Testata:|
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Articoli UNIPORT su “Porti di speranza”
In allegato articoli che danno conto dell’iniziativa UNIPORT “Porti di speranza”, pubblicati dalle testate: Avvenire, Adn Kronos, Il Foglio, Messaggero Marittimo, Corriere Marittimo, Shipping Italy, L’Informatore Navale, AgenParl, Vita, Adriaeco, Il Nautilus, Sea Reporter, SMS News, ExPartibus, WL TV, TGYou24, Sanità e Informazione, AgenSIR, AgenParl, Euroborsa, Informazioni Parlamentari, Adriatico News, IMG Press.
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16/2025/MI
Il Ministero del Lavoro ha diffuso ieri un Protocollo per l’adozione di misure di contenimento dei rischi lavorativi legati alle emergenze climatiche nei luoghi di lavoro.
Il Protocollo sarà siglato dalle Associazioni Imprenditoriali e dalle Organizzazioni Sindacali che riterranno di condividerlo, e sarà comunque recepito in apposito Decreto Ministeriale.
Il testo si pone l’obiettivo di tutelare la salute dei lavoratori coniugando con l’interesse delle aziende alla continuità delle attività lavorative.
Il Protocollo auspica il ricorso ad ammortizzatori sociali per i casi di sospensione o riduzione oraria, in deroga ai limiti e ai presupposti di legge; per tale ragione tale aspetto dovrà essere disciplinato da norme ordinarie.
Inoltre, il Protocollo rinvia alle Parti sociali, a tutti i livelli, la definizione di buone prassi da condividere, ovviamente nei limiti di quanto disponibile alle Parti stesse (diverse turnazioni orarie, permessi e pause, etc.).
Tutto ciò, naturalmente, fatti salvi gli obblighi di legge connessi all’attuazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza, anche in divenire.
Cordialmente.
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13/2025/MI
Il Ministero del Lavoro ha diffuso ieri un Protocollo per l’adozione di misure di contenimento dei rischi lavorativi legati alle emergenze climatiche nei luoghi di lavoro.
Il Protocollo sarà siglato dalle Associazioni Imprenditoriali e dalle Organizzazioni Sindacali che riterranno di condividerlo, e sarà comunque recepito in apposito Decreto Ministeriale.
Il testo si pone l’obiettivo di tutelare la salute dei lavoratori coniugando con l’interesse delle aziende alla continuità delle attività lavorative.
Il Protocollo auspica il ricorso ad ammortizzatori sociali per i casi di sospensione o riduzione oraria, in deroga ai limiti e ai presupposti di legge; per tale ragione tale aspetto dovrà essere disciplinato da norme ordinarie.
Inoltre, il Protocollo rinvia alle Parti sociali, a tutti i livelli, la definizione di buone prassi da condividere, ovviamente nei limiti di quanto disponibile alle Parti stesse (diverse turnazioni orarie, permessi e pause, etc.).
Tutto ciò, naturalmente, fatti salvi gli obblighi di legge connessi all’attuazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza, anche in divenire.
Cordiali saluti.
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12/2025/MI
Con comunicazione del 30 giugno u.s., che si allega, le Organizzazioni Sindacali hanno formalmente e unitariamente dato disdetta, come da prassi, al CCNL di categoria, sei mesi prima della scadenza del Contratto stesso, fissata al 31 dicembre 2025.
Le Organizzazioni Sindacali hanno quindi chiesto l’avvio del confronto per il rinnovo, preannunciando l’invio della consueta piattaforma rivendicativa.
Particolare rilevanza va attribuita alla firma unitaria del documento sindacale, considerato che in ambito Poste Italiane i rapporti tra le Organizzazioni Sindacali hanno raggiunto livelli di divergenze e conflittualità forse mai registrati prima.
Cordiali saluti
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11/2025/MI
A seguito di richieste di intervento da parte di diverse aziende associate, ASSOPOSTE è intervenuta nei confronti del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro per evidenziare la corretta interpretazione del CCNL servizi postali in appalto 21 dicembre 2023, con riferimento specifico alla normativa contrattuale in materia di lavoro a tempo parziale e orario minimo garantito.
Ciò in quanto si riscontravano difficoltà in ordine al rilascio dell’Asseverazione di Conformità richiesta da Poste Italiane ai fini della partecipazione alle gare di appalto.
Nell’allegata comunicazione l’Associazione ha precisato la portata della clausola contrattuale (Articolo 9, comma 14) che prevede un orario minimo settimanale (o mensile o annuale in base al tipo di rapporto sottoscritto), precisando, si spera definitivamente, a quali condizioni e presupposti il minimo orario sia vincolante e risulti esigibile da parte del lavoratore; chiarendo altresì che in assenza delle necessarie condizioni il contratto di lavoro a tempo parziale, liberamente sottoscritto da entrambe le Parti, non preveda alcun limite minimo, in coerenza peraltro con quanto dispone la legge in materia (cfr. d. lgs. n. 81/2015, articoli 4 e seguenti).
Con l’occasione l’Associazione ha fornito l’interpretazione autentica anche della “Dichiarazione a verbale” che nulla ha a che vedere con l’orario di lavoro condiviso nel contratto individuale di lavoro a tempo parziale, ma riguarda unicamente i casi di tagli dei servizi da parte del committente e le conseguenze, in termini di impegno politico, a carico delle organizzazioni sindacali.
Con l’auspicio che il Consiglio dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro voglia recepire senza altri indugi l’interpretazione fornita dall’Associazione Imprenditoriale stipulante, si invitano le aziende associate a segnalare ad ASSOPOSTE eventuali analoghe criticità inerenti la corretta applicazione del CCNL di categoria.
Cordiali saluti.
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15/2025/MI
In relazione al CCNL di categoria, in scadenza come noto al 30 giugno 2025, le Organizzazioni Sindacali Nazionali hanno inviato in data odierna la piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto, per il triennio 1 luglio 2025 – 30 giugno 2028, chiedendo contestualmente l’avvio del confronto.
Il documento sarà oggetto di esame in occasione della riunione del Consiglio Direttivo allargato, programmato per venerdì 4 luglio p.v., nonché di approfondimenti tecnici in un momento successivo, da definire.
Come di consueto, a seguire sarà previsto un momento di coordinamento con l’altra Associazione Datoriale stipulante, FEDERRETI, per definire metodo e merito del negoziato per il rinnovo del contratto collettivo.
Cordialmente.
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Articolo de Il Secolo XIX- ART
In allegato Articolo del Il Secolo XIX sulla delibera ART sulle concessioni demaniali
Testata:|
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14/2025/MI
Come di consueto, la Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha pubblicato la Relazione annuale, presentata alle Camere, sull’andamento degli scioperi nell’anno precedente, nei settori di competenza.
Quest’anno in particolare la cerimonia ha assunto un carattere particolarmente solenne, in virtù del 35esimo anniversario dell’approvazione della legge n. 146, avvenuta il 12 giugno del 1990.
Per quanto concerne nello specifico il settore Circolazione e Sicurezza Autostradale, nel corso del 2024 si è registrata, rispetto all’anno precedente, una riduzione del 70% degli scioperi effettuati.
Nello specifico, la Commissione si è soffermata in modo particolare su conflittualità diffuse relative ad un’azienda di servizi integrativi antiincendio presso strade e autostrade, con intervento della Commissione stessa in ordine alla disciplina applicabile in materia di contingenti minimi da impiegare in caso di sciopero, considerata anche la rilevanza del bene pubblico in discussione, ovvero la sicurezza pubblica, con rischio anche della vita.
Alla luce della particolare delicatezza del servizio effettuato, la Commissione ha sottolineato l’importanza di adibire un contingente minimo di personale congruo, anche se del caso derogando i limiti previsti dalla legge n. 146/1990 in materia di esonero del personale.
In allegato lo stralcio della Relazione relativo al comparto Circolazione e Sicurezza Autostradale; il documento integrale relativo all’attività della Commissione di Garanzia nel 2024, suddiviso per settori, è reperibile al seguente link:
https://www.cgsse.it/sites/default/files/2025-06/Relazione%20%20Garante%202025%20Settori.pdf
Cordialmente.
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Rassegna Stampa - Iniziativa benefica UNIPORT
In allegato altri articoli che danno conto dell’iniziativa di beneficenza promossa da UNIPORT, pubblicati dalle testate Corriere Marittimo – Porto&Interporto – Agenzia Giornalistica Repubblica - Adriaeco.
Testata:|
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10/2025/MI
E’ stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 119 del 24 maggio scorso il nuovo accordo Stato-Regioni e Province autonome, finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi in materia di salute e sicurezza ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del d. lgs. 9 aprile 2008, n. 81.
L’emanazione dell’Accordo, che abroga e sostituisce il previgente del 21 dicembre 2011 nonché gli altri connessi, era stata prevista inizialmente dall’articolo 13 del decreto-legge n. 146/2021 (poi convertito in legge n. 215/2021), che ha modificato l’articolo 37 del d. lgs. n. 81/2008 delegando la Conferenza Stato Regioni all’individuazione di un accordo finalizzato ad accorpare, modificare e rivisitare gli accordi attuativi in materia di formazione, “in modo da garantire:
- a) l'individuazione della durata, dei contenuti minimi e delle modalità della formazione obbligatoria a carico del datore di lavoro;
- b) l'individuazione delle modalità della verifica finale di apprendimento obbligatoria per i discenti di tutti i percorsi formativi e di aggiornamento obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro e delle modalità delle verifiche di efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa;
b-bis) il monitoraggio dell’applicazione degli accordi in materia di formazione, nonché il controllo sulle attività formative e sul rispetto della normativa di riferimento, sia da parte dei soggetti che erogano la formazione, sia da parte dei soggetti destinatari della stessa”.
Pur essendo prevista l’emanazione dell’intesa entro il 30 giugno 2022, il testo ha visto la luce solo il 17 aprile scorso, con quasi tre anni di ritardo.
Cordiali saluti.
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13/2025/MI
E’ stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 119 del 24 maggio scorso il nuovo accordo Stato-Regioni e Province autonome, finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi in materia di salute e sicurezza ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del d. lgs. 9 aprile 2008, n. 81.
L’emanazione dell’Accordo, che abroga e sostituisce il previgente del 21 dicembre 2011 nonché gli altri connessi, era stata prevista inizialmente dall’articolo 13 del decreto-legge n. 146/2021 (poi convertito in legge n. 215/2021), che ha modificato l’articolo 37 del d. lgs. n. 81/2008 delegando la Conferenza Stato Regioni all’individuazione di un accordo finalizzato ad accorpare, modificare e rivisitare gli accordi attuativi in materia di formazione, “in modo da garantire:
- a) l'individuazione della durata, dei contenuti minimi e delle modalità della formazione obbligatoria a carico del datore di lavoro;
- b) l'individuazione delle modalità della verifica finale di apprendimento obbligatoria per i discenti di tutti i percorsi formativi e di aggiornamento obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro e delle modalità delle verifiche di efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa;
b-bis) il monitoraggio dell’applicazione degli accordi in materia di formazione, nonché il controllo sulle attività formative e sul rispetto della normativa di riferimento, sia da parte dei soggetti che erogano la formazione, sia da parte dei soggetti destinatari della stessa”.
Pur essendo prevista l’emanazione dell’intesa entro il 30 giugno 2022, il testo ha visto la luce solo il 17 aprile scorso, con quasi tre anni di ritardo.
Nel rinviare alla lettura del testo, in allegato, si anticipa che la Commissione Consultiva Salute e Sicurezza di ACAP ha monitorato a lungo l’iter dell’Accordo, e sono in corso approfondimenti volti a verificare la possibile costituzione dell’Associazione come Soggetto Formatore ai sensi dell’Accordo.
Cordialmente.
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Iniziativa benefica UNIPORT - Rassegna Stampa
In allegato alcuni articoli relativi all’iniziativa di beneficenza promossa da UNIPORT, pubblicati dalle testate Il Secolo xix - The Medi Telegraf – Informare - Sea Reporter - Messaggero Marittimo – Il Nautilus – L’Informatore Navale – Informazioni Parlamentari.
Testata:|
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09/2025
Si informa che le organizzazioni CUB, SGB e USB hanno indetto uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per il 20 giugno p.v..
Le motivazioni sono generiche e velleitarie, oltre che del tutto avulse da questioni inerenti in maniera specifica il settore postale, riferendosi a tematiche belliche, spese militari, emergenze abitative, innalzamento generalizzato di salari e pensioni, e ad altre questioni politico-sociali.
Lo sciopero è programmato per l’intera giornata del 20 giugno, fatti salvi i servizi minimi essenziali ai sensi di legge.
Cordiali saluti.
12/2025/MI
Si informa che le organizzazioni CUB, SGB e USB hanno indetto uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per il 20 giugno p.v..
Le motivazioni sono generiche e velleitarie, oltre che del tutto avulse da questioni inerenti in maniera specifica il settore autostradale, riferendosi a tematiche belliche, spese militari, emergenze abitative, innalzamento generalizzato di salari e pensioni, e ad altre questioni politico-sociali.
Per il comparto autostradale lo sciopero inizierà dalle ore 22,00 del 19 giugno, terminando alla stessa ora del 20 giugno; fatti salvi i servizi minimi essenziali ai sensi di legge.
Cordialmente.
08/2025/MI
In relazione alle frequenti segnalazioni da parte di aziende associate in ordine alla tematica in oggetto, si allega nota di approfondimento predisposta dall’Associazione.
Nel rimanere a disposizione per ulteriori chiarimenti, si invitano le aziende ad informare tempestivamente l’Associazione in ordine a casi analoghi, segnalando qualsiasi aspetto ritenuto di interesse.
Cordiali saluti.
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Accordo Stato Regioni 17-04-2025
La Repubblica - Articolo su Seminario Uniport sull’AI
Testo in allegato
Testata:|
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Verbale accordo AIG
Testo in allegato
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Comunicato Stampa - Ente Bilaterale Porti istituisce un contributo di solidarietà
L’Ente Bilaterale Nazionale Porti, nella riunione del suo Consiglio Direttivo tenutasi il 23 aprile scorso, ha deciso di istituire, a decorrere dal 28 aprile 2025, un Contributo di Solidarietà in favore delle famiglie di lavoratori dipendenti ai quali si applica il CCNL dei lavoratori dei porti, vittime di incidenti sul lavoro, adottando la relativa regolamentazione.
Si tratta di un contributo una tantum che si aggiungerà ad eventuali altri indennizzi, anche di natura assicurativa o previdenziale.
Come dichiarato da Angelo Manicone, Presidente dell’EBN Porti, “Questo contributo è stato istituito con un atto adottato dal Consiglio all’unanimità dei suoi componenti (rappresentanti delle associazioni datoriali Assiterminal, Assologistica, Assoporti e UNIPORT, e delle OO.SS. Filt CGIL, FIT CISL e UIL Trasporti) a partire dal 28 aprile, data che celebra la salute e sicurezza sul lavoro; testimonia l’attenzione prioritaria che tutte le parti costitutive dell’Ente riconoscono alla tutela dei lavoratori e della sicurezza del lavoro, ma aggiunge a questo la volontà di promuovere un intervento concreto e immediato finalizzato ad alleviare le difficoltà delle famiglie dei caduti sul lavoro”.
Tutti i componenti il Consiglio, nel ribadire l’attenzione per la salute e sicurezza del lavoro delle rispettive associazioni datoriali e organizzazioni sindacali, hanno anticipato l’intendimento dell’Ente di individuare in futuro, in aggiunta alle iniziative informative e formative proprio sui temi della sicurezza fin qui fatte, azioni concrete a beneficio dei lavoratori e delle imprese, valorizzando al massimo le risorse che sono state destinate all’EBN Porti dall’ultimo rinnovo del CCNL dei porti e dalle successive intese.
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07/2025/MI
Con la nota n. 616 pubblicata lo scorso 3 aprile, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha sancito, in risposta ad un quesito, l’illegittimità di una prassi diffusa in molte aziende, ovvero quella di erogare il trattamento di fine rapporto anticipatamente in busta pagaz, e non con le modalità previste dalla legge.
L’Ispettorato ricorda come le disposizioni legislative di cui all’articolo 2120 del Codice Civile deleghino alla contrattazione collettiva l’eventuale previsione di ragioni che giustifichino l’erogazione, parziale, anticipata del TFR, ma sempre entro i limiti della “ratio” dell’istituto; diverso è invece il mero trasferimento in busta paga, che trasformerebbe il TFR in integrazione retributiva, con conseguenze anche sul piano contributivo e fiscale.
Pertanto, conclude l’Ispettorato, qualora si ravvisassero anticipazioni in busta paga con modalità non conformi al dettato legislativo, il personale ispettivo procederà ad intimare al datore di lavoro la reintegra delle quote di TFR da accantonare in quanto anticipate con modalità illegittime.
Cordiali saluti.
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Un evento suill’AI nei porti
Ship2Shore, Economia del Mare
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